Eventi

«Febbraio 2012»
LunMarMerGioVenSabDom
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829    

Cosa andate a fare a Roma?

( parole chiave: )
So che questo post arriva tardivo, il giorno dopo la grande manifestazione di Roma. Gran parte delle riflessioni sono comunque partorite prima ed in alcuni casi confermate, in altri smentite a Roma.
La domanda più gettonata è stata appunto "Cosa andate a fare a Roma?"
La mia risposta è: dopo la sconfitta elettorale c'è stato uno scoramento generale e calvalcato dall'informazione di reg.... ehm dello stato complicato ed inusuale dell'informazione del paese.
Sono riusciti ad isolarci, meglio a farci sentire isolati.
In televisione soprattutto, non sentendo più le idee in cui ci si riconosce, venendo bollati di essere estremisti, di essere una minoranza, siamo portati a non parlarne più con la gente, con i nostri amici, assuefatti a parlare di cose di cui sappiamo poco (crisi finanziaria, clima), ad esserne spaventati e quindi a dare a queste cose le colpe di tutto, nei discorsi.
Dentro di noi però, sappiamo benissimo che non è così: siamo inkazzati e ci sentiamo impotenti, non condividiamo praticamente nulla di quello che fa il governo e le nostre idee sono strapazzate e ridicolizzate, ci sentiamo offesi ed umiliati, teniamo dentro idee e propositi che si fanno via via più violenti.
La gente attorno è sfiduciata e nervosa, la TV li spinge a parlare di cazzate o di cose di cui sanno molto meno di quello che credono, appena proviamo ad imbastire un discorso, reagiscono o con la violenza del populismo, o con la scrollata di spalle: ci sentiamo soli.
A Roma ci siamo riscoperti l'un l'altro, non siamo poi così pochi, illusi o fiduciosi, con la voglia di cambiare il mondo e farlo nostro, di spenderci nel processo.
Forse è anche per questo che siamo andai a Roma: per sentire il calore di una folla che ci è vicina, che pensa che non siamo ridicoli, nè da buttare, per poter godere appieno del brivido che percorre lento la schiena quando il sindaco di Gela mostra la foto di Falcone e Borrsellino, sentire che l'emozione percorre il circo massimo, per sentire che siamo ancora sensibili, per sentire che non siamo soli!

io sono daccordo si e no

io sono daccordo si e no sull'andare a Roma: è vero che, sentendosi isolati, si è portati a spostarsi lì dove si può sentire il calore di una folla che ti sostiene, ma penso anche che sia importante far sentire la propria voce ognuno nel suo piccolo, nel suo paese o in un centro vicino, prima di prendere parte a manifestazioni più importanti e seguite.
comunque, anche se può essere una scelta discutibile, il fatto di andare in tanti a Roma resta importantissimo per far sentire da vicino alle istituzioni la nostra protesta ed i nostri motivi.