Violenza? ve la siete cercata
Inserito da roberto il Ven, 07/11/2008 - 16:51
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A questo link potete leggere la querelle riguardante il manifesto del PD romano sulle dichiarazioni di Maurizio Gasparri, con foto annessa. Gasparri dice "Indicare un obiettivo con una foto in un momento in cui nelle piazze ci sono tensioni è irresponsabile". A parte la sconcertante bellezza di far polemica per chi sbatte in piazza la tua opinioni di cui evidentemente non accetti la responsabilità, la questione è più seria: La violenza sta per arrivare ed in un certo senso me lo auguro! La situazione non è buona: sono un neolaureato del nord, qualificato, mi sentirei quasi privilegiato, ma non c'è lavoro. L'ultima bolletta del gas parla di 90 euro a bimestre, l'ultimo scontrino della spesa di 60 euro di cibo ogni 10 giorni. Tuttavia ancora studio e sono mantenuto dalla famiglia e studio ancora per qualificarmi, una nota banca, a cui ho fatto richiesta di lavoro, mi ha proposto uno stage di 6 mesi a Torino a 440 euro al mese. Gasparri, ma se comincio a covare sentimenti violenti io, cosa cresce nel ventre di chi ha 35 anni e magari un figlio? di chi ne ha 19 e si iscrive oggi all'università non sapendo se sarà ancora aperta tra 5 anni???????? Ci date dei leninisti da anni, ci bollate di essere nullafacenti, dite che siamo in 4 quando siamo in 100, calpestate i valori dello stato e rincitrullite la gente con la forza del gossip e delle veline. Ma parliamo di tensione in senso stretto: definite teppisti e facinorosi gli studenti che manifestano pacificamente, mentre i vostri giovani attivisti portano un furgoncino carico di spranghe in una piazza di Roma dove non potevano passare le macchine normali. Minacciate l'invio della polizia nei plessi occupati delle università, o a presidio dei lavori pubblici in val di Susa. Non più tardi di sei mesi fa Bossi minacciava di usare i fucili e i forconi contro clandestini e centralismo fiscale. Giorno per giorno accomunate clandestini e malviventi, screditate insegnanti, infermieri, medici, impiegati, spazzini, vigili urbani, magistrati, giornalisti, scrittori, sindacalisti, attori, musicisti, operai, commessi, centralinisti, piloti, hostess, autisti pubblici, camerieri, baristi, europeisti, pessimisti, volontari, ricercatori, ambientalisti, benzinai, precari, pensionati e studenti. Non è bello essere screditati di fronte all'opinione pubblica per nessuna categoria. Se ne ho scritta qualcuna di troppo, tra qualche mese sarà coinvolta anche quella. Il clima di tensione è figlio vostro, l'unica speranza risiede nel fatto che lo spirito del popolo italiano, vuoi per propensione, vuoi perchè anestetizzato dalla premiata ditta Maria De Filippi/Emilio Fede/Belpietro/etc etc etc, ha ormai una consistenza simile a quella della ricotta, meglio della polenta calda, che ingloba ogni cosa facendola sparire, salvo poi trovarla cotta nel fondo. (in questo senso in parte mi auguro che qualcosa succeda). Se la tensione e la violenza che ne sfoceranno devono avere un obiettivo........, penso sia corretto che lo trovino dalla parte responsabile del disagio. |



LA VIOLENZA
La violenza trova responsabili sia chi la provoca sia chi vi partecipa in qualche modo rispondendovi; in fin dei conti quando si arriva a tanto si è già perduta la partita con la democrazia! Spero che la tua grande passione politica, Roberto, trovi adeguata moderazione con l'uso del sano buon senso. Ma quando ci si trova in mezzo ad una rissa... Meglio evitare le occasioni di scontro, essere pungenti con l'intelligenza; altrimenti si sappia che la guerra è madre e padre di tutte le cose (ma) gli uni rende schiavi gli altri re (Eraclito di Efeso)!
La destra italiana, in particolare AN, mostra di riuscire a dialogare in maniera moderata; ma qualche volta fa leva, non si sa se volutamente o meno, su manipoli di facinorosi, che comunque sono e rimangono teppisti....e quelli di certa sinistra estrema pure. Mi auguro che il PD prenda le distanze chiaramente da tutte le forme di diachiarazione di voler usare la violenza in tutte le sue forme.
Alcuni ritengono, e sono purtroppo tanti, che l'unica soluzione ai problemi si ottenga con la violenza. Ti invito, Roberto, a riflettere, leggendo ad esempio dei buoni libri di storia, se questo è vero oppure no. Comunque non sia mai che, quando una guerra civile è scoppiata, ad esempio, chi pensava fosse giusta e utile prima, poi si penta; potrebbe essere il tuo caso?
Un cordiale saluto.
Luca Maffiotti.
non sarò certo io ad aizzare la folla
TUTTI HANNO LA LORO RESPONSABILITA'
Quando comunico pubblicamente le mie riflessioni cerco di mettere da parte le mie reazioni impulsive (anche io provo degli impulsi tendenti alla violenza) alle difficoltà della vita (anche io ho i miei anni (38), ho svolto vari lavori, prendo praticamente tutti i giorni il treno, lavoro praticamente gratis, non ho ancora una famiglia anche per motivi economici-lavorativi); insomma per una serie di motivi (tra i quali non scordo le mie responsabilità) avrei motivo di vedere le cose secondo una prospettiva simile alla tua. Tuttavia (forse anche per l'età, penso maggiore della tua) cerco sempre di riflettere e ponderare (studiando anche sui libri, mi raccomando!) se quanto io penso sia obbiettivo o meno (confrontandomi anche con altre persone (acculturate o meno, intelligenti o meno, giovani o meno)). Trovo spesso di aver torto, qualche volta di aver ragione (per fortuna qualche volta ho ragione anch'io!).
Una cosa mi risulta chiara comunque: se qui in italia le cose hanno preso la piega che hanno preso (e tu ne riferisci in modo abbastanza corretto (esprimendo il tuo essere un io frammentato)) la responsabilità è di tutto l'arco istituzionale e di tutti i partiti; non vedo proprio come tu possa sostenere che "Non penso neanche che sia accettabile che il centro-sinistra si prenda la "sua parte" di responsabilità in tutto questo"! Quanto dici mi sembra proprio non corretto (ma so che tu hai una grande passione politica, fai parte integrante di un partito politico, ecc.).
Rimango dell'idea che partecipare alla vita politica può significare anche non commettere il "reato" di omissione di soccorso, ma significa anche, in molti casi, non tutti, perdere l'adeguata distanza obbiettivante e senza pregiudizi (la famosa s-pregiudicatezza) dai problemi della società, della politica, ecc. Partecipare alla vita politica mi sembra significhi spesso, non sempre, burocratizzarsi, cioè sclerotizzarsi in sistemi di procedure partitocratiche; questo è la causa del male profondo della politica fatta per tutta la vita non come servizio a favore della collettività, con la professionalità che è necessaria, ma come professione totalizzante la propria vita (il politico per la vita come malato mentale!). In breve: la passione politica è necessaria, ma quando non è assunta con la dovuta responsabilità (responsabilità che è sempre co-responsabilità storica (cioè tutti siamo responsabili (ciascuno nella sua misura) di ciò che accade (in modo indiretto o diretto)) si trasforma in un male (la malattia della gerontocratica (la politica per la vita)).
Un cordiale saluto.
Luca Maffiotti.