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"La ferita numero due" - di Pippo Civati

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La ferita numero due - sabato 15 ottobre, ore 21.46

Le violenze proseguono ancora in via Merulana e questa volta non c'è riferimento gaddiano che tenga. Da qualche ora, sto continuando a pensare a La ferita di Marco Imarisio. Un libro che va letto, non solo per quello che ricorda di Genova, ma per quello che ci insegna circa quello che è successo dopo. Le conseguenze di quel fine settimana, insomma, che fu anche la fine dei no global in Italia. E una ipoteca per un'intera generazione.

I media (almeno quelli che si chiamano così, perché stanno in medio) riprendono con molto equilibrio la giornata. Le cronache distinguono i centomila (qualcuno dice addirittura duecentomila) manifestanti pacifici e sereni dai violenti di piazza San Giovanni e degli altri episodi che hanno purtroppo costellato la giornata.

La notizia migliore di oggi è che gli stronzi sono stati salutati come tali dal corteo. E, nella tristezza con cui si chiude la giornata, è comunque un fatto positivo.

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E pensare che - di Pippo Civati

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E pensare che

Ci hanno fatto votare a metà giugno.
Ci hanno costretto a spendere 300 milioni in più per non associare i referendum alle Amministrative.
Hanno provato a far saltare il referendum sul nucleare con i mezzi più squallidi.
Hanno fatto di tutto perché nessuno venisse a sapere quando e come si votava.
Hanno minimizzato il significato del referendum, banalizzando l'istituto stesso delle consultazioni popolari.
Hanno sperato che il centrosinistra si facesse sorprendere dai soliti distinguo e dalle solite incertezze.

A quanto pare, hanno sbagliato. Parecchio, anche.

"Il Futuro, i Giovani, il Lavoro": Sbrollini & Civati a Thiene

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15/04/2011 - 20:45
15/04/2011 - 22:45

    

  

“Destati, oh legno inanimato! Perché la vita io t'ho donato! Dimostrati bravo, coraggioso, disinteressato e un giorno sarai un bambino vero!”. Vero. Vero come un bambino. Vero come un uomo. Vero come una vita degna di essere vissuta. Ci vuole l'intervento di una fata (turchina) per indicare al piccolo Pinocchio la strada per diventare finalmente adulto.

Ci vuole tutto il coraggio, la rabbia anarchica e la testa dura del burattino di Collodi per ritrovare se stesso oltre il Paese dei Balocchi, oltre le blandizie del Gatto e la Volpe, oltre i tentennamenti di babbo Geppetto, oltre i suoi stessi errori e la sua sventatezza di somaro. 

Essere giovani in Italia oggi è un po' come essere ancora fasciati in quel legno di scarto, impediti in ogni movimento che conduca ad una vita vera. Incapaci di indirizzare il destino dei propri passi. Dispersi come bambocci tra paesi di balocchi o incatenati come schiavi nei call-center Mangiafuoco.


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Domenica 5: SINTONIZZIAMOCI - Incontro fullday sulla Comunicazione Politica

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05/12/2010 - 00:45
05/12/2010 - 17:45

sintonizziamociDomenica prossima (5 dicembre) si svolgerà SINTONIZZIAMOCI

Una giornata ricca di contenuti su cui confrontarci e formarci. Un'occasione unica per stimolare idee e proposte.
Si parlerà di comunicazione fuori da ogni luogo comune e in modo molto propositivo attraverso gli interventi di diversi relatori e il confronto con gli ospiti e le loro esperienze.

Una giornata dalle 9.45 (puntuali!) alle 17.45 alla Cantina Sociale di Soave (Verona).

E' un incontro Regionale promosso dal PD Veneto + PD Lombardia e supportato dal Gruppo Consiliare della Regione Veneto.
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«Cari ragazzi, adesso sono cazzi»

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(il titolo è di A. Gilioli, sul suo blog per l'Espresso; il pezzo di Roberto, di ritorno da Firenze)

Su Firenze si sono già dette molte cose, molte erano già state dette prima che la stazione Leopolda aprisse le porte e la maggior parte sono state dette da chi a Firenze non c'era.

«Ma cos'è stata "Prossima fermata Italia"? Cosa cavolo vi siete detti? volete Renzi nuovo leader? Civati alle primarie? chi volete rottamare?»

A domande di questo tipo l'iniziativa di Firenze non ha dato risposte, anzi se n'è ben guardata. Firenze ha parlato di università, di lavoro, di ambiente, di diritti civili, di donna, di sanità, di figli e di anziani. Insomma, si è parlato di nomi dei problemi e delle opportunità, di quali sono le priorità e di come affrontarle. Principalmente si sono posti problemi e fatte proposte. Principalmente si è parlato di che paese vogliamo e di come arrivarci.
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Da Firenze, laboratorio di curiosità, per la prossima fermata: l'Italia

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CARTA DI FIRENZE

Noi.

Noi che abbiamo imparato a conoscere la politica con tangentopoli e il debito pubblico e che oggi troviamo la classe dirigente del Paese occupata a discutere di bunga bunga e società offshore.
Noi che nonostante quello che abbiamo visto, fin da bambini, crediamo nel bene comune, nella cosa pubblica, nell'impegno civile.

Noi che ci siamo riuniti a Firenze per ritrovare le parole della speranza. Noi che abbiamo voglia di incrociare i nostri sogni e non solo i nostri mouse. Noi che crediamo che questo tempo sia un tempo prezioso, bellissimo, difficile, inquietante, ma sia soprattutto il nostro tempo, l'unica occasione per provare a cambiare la realtà. Noi.

Noi vogliamo gridare all'Italia di questi giorni meschini, alla politica di questi cuori tristi, al degrado di una solitudine autoreferenziale, che si può credere in un'Italia più bella.
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Fare la rivoluzione a novembre - vedi la diretta in streaming dell'evento di Firenze

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I lavori di “Prossima fermata: Italia”, l’evento organizzato a Firenze da Matteo Renzi e Giuseppe Civati, saranno trasmessi in diretta dalle 21 di venerdì 5 novembre.


La DIRETTA Streaming sul sito de il Post, clicca qui.

Prossima fermata: Italia

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05/11/2010 - 19:30
07/11/2010 - 16:00

"Avete presente quella sensazione? Siete in stazione, sul treno, comodamente seduti. La valigia è sistemata, il biglietto in tasca pronto per il controllore, nell'attesa della partenza avete aperto un libro, e state leggendo distrattamente. Poi, ad un certo punto, finalmente si parte. O almeno, così sembra: in realtà il vagone è fermo, è quello a fianco, a muoversi.

(...)

Il 5, 6 e 7 novembre ci ritroveremo a Firenze, per Prossima Fermata: Italia, e non a caso lo faremo alla Stazione Leopolda: perché siamo stufi di aspettare che il nostro treno si muova, e vogliamo farlo uscire dal binario morto in cui è parcheggiato. Perché non possiamo tollerare che i prossimi anni trascorrano nello stesso immobilismo di quelli appena trascorsi."

Queste poche parole di Paolo Cosseddu, riferite, sia ben chiaro, all'Italia degli ultimi anni fanno da manifesto all'iniziativa promossa da Matteo Renzi e Pippo Civati che si terrà a Firenze allo scopo di raccogliere idee e slancio per un percorso di rinnovamento del Paese, aprendo quella nuova stagione per la quale è nato il PD.
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Caro PD

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Carissimi amici e-lettori,

in attesa di schiarimenti del "cielo sopra il PD", aspettando che la nube passi oltre che da sopra il cielo italiano anche dalle nostre teste di elettori del centrosinistra leggiamo, sottoscriviamo e vi proponiamo un articolo di Pippo Civati sul PD, pubblicato sull'Unità di sabato 17 aprile. 

Una riflessione che riteniamo valida, a partire dalle semplici considerazioni emerse, come il rendersi conto che l'ordine alfabetico talvolta può ispirare correttamente un ordine di priorità. Buona lettura.

Caro Pd,

«Show, don’t tell», dice qualcuno. Faccelo vedere, il cambiamento, non raccontarlo soltanto.

Non descriverlo per poi non realizzarlo.
Non parlare per mesi di quote rosa, eleggi qualche donna.
Non discettare di ricambio, fai dialogare le generazioni (e fallo, però, un po’ di ricambio, che altrimenti lo fanno gli altri).
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Proprio quello che vorremmo noi!!/2

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10/04/2010 - 10:30
10/04/2010 - 20:30

Non è nei dintorni, ma a Milano. E' un appuntamento importante però, e ve lo segnaliamo per provare a stimolare un po' l'ambiente (nostro), dato che in altre parti d'Italia (Milano, Nord; non Firenze o Roma o Bari) si inizia a raccogliere lo zainetto in spalla per provare a ripartire.
Di che si tratta?
Lasciamo la spiegazione ad uno dei promotori, Giuseppe 'Pippo' Civati. Leggete, non può che farci del bene iniziare a riflettere sul come e dove andare di qui al 2013.

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