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giustizia

PER LA GIUSTIZIA GIUSTA A TRENT'ANNI DAL CASO TORTORA

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12/02/2015 - 00:24

Sono passati trent'anni dal famoso caso giudiziario di Enzo Tortora, il conduttore televisivo, conosciuto da moltissimi per essere stato l'artefice della trasmissione televisiva PORTOBELLO, processato, condannato e poi assolto per un presunto traffico di stupefacenti.

A Villaverla venerdì 13 febbraio 2015 dalle ore 21:00 in Biblioteca civica si parlerà dunque di GIUSTIZIA GIUSTA in tutte le sue articolazioni:

IL CARCERE PREVENTIVO, LA LUNGHEZZA DEI PROCESSI, LA CONDIZIONE DELLE CARCERI.
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"Forse non è sufficiente" - di Pippo Civati

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"Dopo la condanna di oggi, che segue quell’altra, non è sufficiente (né sano) dire che bisogna batterlo politicamente, che non si commentano le sentenze (quelli del Pdl, però, le commentano, eccome se le commentano), che il governo prosegue come se nulla fosse.

Perché in un Paese nel quale impazzano la corruzione – in tutte le sue forme – e l’evasione fiscale e la concezione ‘malata’ del potere (che per sua natura prevarica, come se facesse parte della definizione), non va bene alzare le spalle di fronte a fatti come quelli di queste ore.

Non va bene che il dibattito riguardi solo il Pdl, come se la questione non riguardasse il Pd e la sua lettura del sistema politico. E più banalmente di quello che accade.

E non è dettato dall’antiberlusconismo, ciò che scrivo, ma da quel minimo di dignità che ci dovrebbe sempre accompagnare.

Fare finta di niente, non è da larghe intese, è semplicemente un malinteso. Grave e complice, non sul piano morale, sul piano politico. Anzi, sul piano di tutto quanto"

Indignados in doppiopetto - di Massimo Gramellini

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11 marzo 2013: la storia di 150 parlamentari, eletti per ridurre le tasse ai lavoratori e restituire l’Imu ai pensionati, che invece marciano compatti sotto un tribunale della Repubblica.

Pur di rivendicare l’impunità del proprietario del loro partito, contrabbandata per emergenza nazionale.

Mi piacerebbe conoscere il parere di chi li ha votati. Immagino che avrebbe preferito vederli manifestare davanti a una fabbrica chiusa o a un ufficio di Equitalia fin troppo aperto. Il destino personale del Divo Silvio toglierà forse il sonno alla famosa casalinga di Retequattro, ammesso che esista, ma agli altri? Quelli che lo hanno scelto perché le alternative erano Monti e Bersani potranno anche non andare pazzi per i metodi della Boccassini, ma si identificano davvero nella parabola giudiziaria di un singolo uomo e nella rabbia obbediente dei suoi centurioni? Se è così, siamo perduti. Se un terzo abbondante del nostro Paese è seriamente convinto che il problema più importante, il primo di cui occuparsi, non sia il lavoro che latita o la corruzione che esagera ma l’iter processuale di Berlusconi, significa che stiamo smarrendo la speranza: non di formare un governo, ma di rifondare una comunità.

Clicca qui per leggere il pezzo integrale di Gramellini su La Stampa.it

Bianchi: "Nessuno scambio tra lavoro e salute"

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"Il nostro primo pensiero va alle vittime e ai loro familiari che dopo decenni di ferma e tenace battaglia vedono finalmente riconosciute le responsabilità penali di chi ha colpevolmente avvelenato territori e comunità.

La sentenza del tribunale di Torino, che condanna oggi a 16 anni di reclusione i due massimi dirigenti della Eternit per disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche, è una sentenza storica che unisce tutela dell'ambiente e della salute umana alla altrettanto irrinunciabile sicurezza sul lavoro. Non é accettabile nessuno scambio tra salute e lavoro. E anzi l'industria è responsabile penalmente dei danni all'ambiente e alla salute umana che la sua attività produce.

Ora è il momento di sostenere concretamente tutte le vittime dell'amianto e di far partire le bonifiche nelle aree inquinate, non solo Cavagnolo e Casale Monferrato ma anche Rubiera (Reggio Emilia) e Bagnoli a Napoli. E insieme a questo, scegliere con decisione l'unica strada di sviluppo possibile, l'economia verde, che unisce rispetto dell'ambiente e creazione di lavoro e che dovrebbe diventare centrale nell'azione del governo Monti per riportare il paese su un sentiero di crescita."

Stella Bianchi su www.partitodemocratico.it   

Meno male che Wikipedia c'è! (sperando ci sia ancora per molto)

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Cari amici, care amiche,

in questo Paese di permalosi, di presunti offesi, di maestà lese e privacy interrotte.. c'è una nuova geniale legge in discussione in Parlamento. E' un progetto che ormai ha quasi due anni, ma che di tanto in tanto prende la scena (e del resto.. vorrete mica che si parli o si discuta di cose fondamentali per la ripresa economica del Paese vero?? siam pazzi??). DDL intercettazioni. Tra le pieghe c'è pure qualcosina che riguarda la libertà dei blog, dei siti internet, dell'informazione in generale.

Ieri quelli di Wikipedia se ne sono usciti con questo comunicato, di autosospensione. E' un passo forte, un passo lodevole, un passo imbarazzante per chi quella legge sta proponendo e magari votando. Dedicato a tutti quelli che.. "la politica è una cosa distante da me", "la politica non serve", "tanto sono tutti uguali"

Qui sotto una parte del comunicato, clicca qui per la versione integrale (unica pagina visibile di Wikipedia)

 

La Giustizia è (facciamola essere) uguale per tutti

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12/06/2011 - 08:00
13/06/2011 - 15:00

Verso i referendum: oltre ad acqua e nucleare c'è il legittimo impedimento

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08/06/2011 - 20:30
08/06/2011 - 22:40

Ne vale la pena. Armando Spataro a Pojana Maggiore

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18/03/2011 - 20:45
18/03/2011 - 23:00

Iniziativa un bel po' fuori porta, ma di sicuro interesse. 

AREA BERICA - fra Storia e Memoria, in collaborazione con SPI-CGIL, Fondazione "Mauro Nordera Busetto - Democratici di Sinistra Vicentini", Docili Presenze Accidentali e Legambiente.

invita, Venerdi' 18 marzo 2011 - ore 20,45
a Pojana Maggiore
- Sala Polivalente "Giusto Geremia"
Via Trieste 5/A

all'iniziativa:

NE VALE LA PENA
STORIA DI TERRORISMI E MAFIE, DI SEGRETI DI STATO E DI GIUSTIZIE OFFESE


Incontro con:

Armando SPATARO - procuratore aggiunto Procura della Repubblica di Milano

Gianni BARBACETTO - giornalista e scrittore

Presenta la serata: Maria Pia CIANI

E' la Lega nord, baby!

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Questa mattina, mercoledì 22 settembre 2010, la Camera dei Deputati ha votato se consentire o meno alla magistratura di utilizzare le intercettazioni telefoniche nei confronti dell'imputato Onorevole Nicola Cosentino. 

Indipendentemente dal reato di cui Cosentino è accusato, indipendentemente dall'esito di ciò che sarà il processo, noi siamo convinti che qualunque cittadino, nei confronti della giustizia debba essere trasparente e accondiscendente. TANTOPIU' SE ONOREVOLE!

Pensavamo fosse un requisito anche del Partito che più si è voluto distinguere dal "Roma Ladrona". Invece ci alziamo in piedi e battiamo le mani per lo scempio udito stamattina nell'aula della Camera, per bocca di Luca Rodolfo Paolini (nella foto), deputato leghista. A voi ogni commento, per noi le parole si commentano da sole. 


La Lega Nord dice "no"


Per la Lega prende la parola Luca Rodolfo Paolini. "Qui c'è un deputato intercettato, seppur indirettamente, senza che dagli atti emergesse la prova certa di un suo coinvolgimento. Non sta a noi giudicare la sua colpevolezza, ma Lega Nord crede che quando si procede all'intercettazione di un deputato senza autorizzazione, la Camera abbia il diritto di negarne l'utilizzo"


Siete solo dei servi.

le motivazioni della condanna di Brancher, "ministro al nulla"

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Brancher sapeva di ricevere denaro illecito.

Depositate le motivazioni (clicca qui per scaricare il documento) della condanna a 2 anni di reclusione per l'ex ministro coinvolto nella scalata Antonveneta.

Aldo Brancher “aveva consapevolezza dell’illecita provenienza delle somme che riceveva”. E’ uno dei passaggi delle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 28 luglio il giudice di Milano Annamaria Gatto ha condannato, con rito abbreviato, l’ex ministro imputato per ricettazione e appropriazione indebita, a due anni di reclusione e quattro mila euro di multa per uno dei tanti capitoli della vicenda sulla tentata scalata ad Antonveneta.
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