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manifestazione

Oggi, cammino di pace con Don Ciotti

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14/01/2012 - 15:00
14/01/2012 - 18:00

"La ferita numero due" - di Pippo Civati

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La ferita numero due - sabato 15 ottobre, ore 21.46

Le violenze proseguono ancora in via Merulana e questa volta non c'è riferimento gaddiano che tenga. Da qualche ora, sto continuando a pensare a La ferita di Marco Imarisio. Un libro che va letto, non solo per quello che ricorda di Genova, ma per quello che ci insegna circa quello che è successo dopo. Le conseguenze di quel fine settimana, insomma, che fu anche la fine dei no global in Italia. E una ipoteca per un'intera generazione.

I media (almeno quelli che si chiamano così, perché stanno in medio) riprendono con molto equilibrio la giornata. Le cronache distinguono i centomila (qualcuno dice addirittura duecentomila) manifestanti pacifici e sereni dai violenti di piazza San Giovanni e degli altri episodi che hanno purtroppo costellato la giornata.

La notizia migliore di oggi è che gli stronzi sono stati salutati come tali dal corteo. E, nella tristezza con cui si chiude la giornata, è comunque un fatto positivo.

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Anche perché.. se non ora, quando?

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13/02/2011 - 14:00
13/02/2011 - 18:00

Una piazza per cambiare - di Matteo Bidese

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Ore 03:30 di domenica notte, commenti all'arrivo del treno a Vicenza;
gli iscritti: ''Na stracada'', i giovani democratici: “Na figada”. Comune denominatore: una grande piazza diventata quasi piccola per tutti i democratici giunti a Roma, una giornata fantastica.

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Pdl in piazza a Milano: "Clima gioioso"...e insulti a chi contesta

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Milano, 12 dicembre 2010Non ha catturato masse oceaniche la manifestazione che il Pdl ha organizzato a Milano a sostegno del governo, nello stesso luogo, il retro di Piazza Duomo, dove un anno fa fu aggredito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
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«Non daremo i numeri, ma saremo comunque uno di più!»

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E' stata senza dubbio una gran bella manifestazione! Chi c'è stato ha partecipato entusiasta, preoccupato per il futuro dell'Italia, ma fiducioso nella capacità del PD e del centrosinistra di metter in campo una valida alternativa ad un Governo cotto e stracotto. Quando il PD scende in Piazza lo fa sempre con grosso seguito di partecipazione. E' un peccato che lo spazio Televisivo di un tale evento sia stato lo stesso concesso ad una telefonata del Premier ad un minuscolo convegno (lo conoscete Pionati? la seguitissima Alleanza di Centro??). Anche questo è un segno di questa Italia di fine 2010..

Il Segretario chiude così: «Care democratiche e cari democratici, amici e compagni, questa piazza emozionante dice al Paese che siamo forti, che siamo pronti a combattere per le cose in cui crediamo. Siamo pronti ad affrontare politicamente le scelte immediate, già dalla prossima settimana e siamo pronti a darci il passo per un cammino di cambiamento del Paese. Il cambiamento. E’ questo il messaggio forte che viene oggi da San Giovanni.

Anch’io ho il mio sogno. Il sogno di un Partito, il Partito Democratico, che possa finalmente dire all’Italia, parafrasando una bella canzone e una grande trasmissione televisiva: Vieni via, vieni via di qui, vieni via con me. Vieni via da questi anni, da queste umiliazioni, da questa indignazione, da questa tristezza. C’è del nuovo davanti, c’è un futuro da afferrare assieme, l’Italia e noi»

 
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11 dicembre 2010: La diretta

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11/12/2010 - 14:30
11/12/2010 - 19:30

«La piazza è una bella storia, sempre»

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11/12/2010 - 14:30
11/12/2010 - 20:00

«Studiare, Protestare» - di Alessandro Gilioli

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"Era inevitabile che prima o poi qualcuno lo dicesse. Pensavo che ci arrivasse prima il mio ortolano Tonino, invece è stato anticipato dal premier: «I veri studenti non protestano, studiano».

Del resto, è quello che dicono da sempre i benpensanti più cupi, dalle rivolte a Berkeley nel 1965 fino a quella contro i generali nell’università di Rangoon nel 1988, passando naturalmente per Parigi 1968.

A chi pensa che la cultura non si mangi, inevitabilmente, sfugge la possibilità che l’università sia per natura luogo di confronto di idee dove nasce quasi di default – parlandosi, tra ragazzi – il desiderio di provare a cambiare un po’ il mondo o almeno il proprio quartiere.

A chi è tanto triste dentro da non aver mai provato a cambiare nulla se non il proprio conto in banca, non si porrà l’ipotesi che si possa non solo protestare e insieme studiare, ma proprio protestare per poter meglio e con più frutti studiare.
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Facciamoci illuminare dalla Cultura!

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12/11/2010 - 00:30
12/11/2010 - 23:30

Oggi, Venerdì 12 novembre musei, biblioteche, siti archeologici, strutture culturali e dello spettacolo, parchi e riserve naturali saranno chiusi in segno di protesta contro la manovra di stabilizzazione finanziaria prevista dal Governo e i suoi effetti nefasti sulla cultura italiana.

Mobilitazione nazionale a difesa del diritto alla cultura.

Federculture ed ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), con la partecipazione del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano), promuovono una mobilitazione nazionale di sensibilizzazione sugli effetti della manovra finanziaria sul settore della cultura.

Un Paese che non investe nella Cultura è destinato alla decadenza”. Non lasciano spazio ai dubbi le parole con le quali il Presidente FAI, Ilaria Borletti Buitoni, spiega la decisione del FAI di aderire a “12 novembre 2010: Porte chiuse, luci accese sulla cultura” l'iniziativa promossa da Federculture e ANCI per protestare contro l'ultima manovra varata dal Governo: il dl 78/2010 convertito in legge 122/2010, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica.
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