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Assemblea nazionale PD: al voto anche con il Mattarellum

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19/12/2016 - 00:00

assemblea PD RomaSullo sfondo compare un enorme tricolore e la scritta "Ripartire dall'Italia". Matteo Orfini, nell'aprire l'assemblea, ha salutato e augurato l'in bocca a lupo del Pd al nuovo premier e la platea ha applaudito. "Dovremmo essere un po' più orgogliosi di quello che siamo, soprattutto se guardiamo a quello che succede a pochi km da qui, in questa città". Beppe Grillo e M5s stanno "chiusi in un albergo per gestire una situazione delicata. Noi lo facciamo in modo diverso, quando ci sono problemi convochiamo gli organismi dirigenti, cerchiamo di discuterne insieme". Il presidente Orfini ha rivendicato con "orgoglio" il modo in cui il Pd affronta "i problemi".Così è iniziata l'assemblea nazionale del PD a Roma oggi domenica 18 dicembre 2016 con la relazione di Matteo Renzi che ha ribadito l'intenzione di andare al voto quanto prima, se necessario approvando il Mattarellum. Nessuna resa dei conti dopo l'esito del referendum costituzionale del 4 dicembre se non una forte critica da parte di Giachetti rivolto verso Speranza che si è candidato come segretario nazionale del PD.
L'intervento di Matteo Renzi è iniziato con l'ammissione di aver perso anzi "straperso" il referendum.  "Faremo un'analisi molto dura e spietata innanzitutto con noi stessi." "Non abbiamo perso. Abbiamo straperso. E chi fa giri pindarici per dire che abbiamo preso un sacco di voti, dice la verità. Ma non dice che il 41 per cento in un referendum è una sconfitta netta". Continua Renzi: "L'errore principale non è nemmeno la personalizzazione. Se il 59% è un voto politico, il 41 non è il voto dei giovani costituzionalisti. Il mio errore è stato non aver capito che il valore del referendum era nella politicizzazione, non nella la personalizzazione. Ma allora il 41% è il partito più forte che c'è in Italia e l'unica speranza". "Il primo errore che abbiamo fatto al Sud è stato quello di puntare un po' troppo sul notabilato. Dobbiamo dirlo. Abbiamo perso sui quarantenni, sui trentenni e quarantenni. E quindi abbiamo perso in casa", ha aggiunto Renzi. "Abbiamo perso nelle periferie. Non iniziamo con il disagio sociale perché sono trent'anni che questa classe politica fa gli stessi discorsi sulle periferie e ci si ricordi delle percentuali che venivano prese quando si prendeva la metà dei voti che si prende ora".
Tuttavia Matteo renzi rivendica le riforme che sono state fatte durante i suoi 1000 giorni di Governo "Queste riforme non puzzano, queste riforme resteranno e segnano la grandezza del Partito democratico". Una risposta a una battuta attribuita a Massimo D'Alema ('delle riforme non resterà neanche la puzza'). "Abbiamo fatto riforme molto profonde; se due ragazzi si amano e, indipendentemente dall'orientamento sessuale, ora possono vivere insieme è grazie a una riforma del Pd"
E per il futuro? "Il Pd non accetterà la "melina" degli altri partiti sulla legge elettorale, se si vuole correggere il meccanismo di voto si torni al Mattarellum, con una legge "di un articolo", ma se non fosse possibile un'intesa "si voterà con il Consultellum". Renzi ha lanciato così la proposta alle altre forze politiche.  "Dobbiamo mettere un elemento di chiarezza - ha spiegato  - vogliamo un sistema maggioritario, o tornare al proporzionale. Io dico di guardare le carte sull'unica proposta che ha visto vincere sia il centrosinistra che il centrodestra, la proposta della stagione dell'Ulivo di Romano Prodi e che porta il nome del presidente Sergio Mattarella. Io dico: andiamo a vedere: il Pd c'è! Senza ricorrere il ragionamento sul proporzionale e giocando la partita a carte scoperte". "Bisogna che gli altri ci dicano cosa hanno in testa. E' una proposta fatta di un articolo, non c'è bisogno di inventarsi altro. Lo chiedo formalmente, a Fi, ai nostri alleati centristi, alla Lega Nord, alla sinistra che si sta anche riorganizzando - vedo con molto interesse ciò che Giuliano Pisapia sta cercando di costruire - e lo chiedo al M5s". Fermo restando che "se ci sarà melina, si andrà a votare con il Consultellum, e io vorrò candidarmi al Senato…". Intanto la proposta del Mattarellum incassa l'ok della minoranza del partito.
Alla fine la relazione di Renzi è stata messa ai voti e approvata con 481 voti favorevoli, 2 voti contrari e 10 astenuti.