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Un comune nobel di Kyoto, cinque stelle per l'ambiente, un riconoscimento per le politiche familiari nel 2007, una scia d'iniziative per i giovani, per il sociale, una città che lotta con tenacia e riesce a superare il drammatico momento del suo declino industriale, proponendosi come una città in cui la gente torni ad essere orgoliosa di vivere. Laura Puppato è un nome nuovo della politica nazionale, ma la sua eredità è già cospicua a Montebelluna, città di cui è sindaco da sette anni.
Laura si presenta a Schio (domenica 17 maggio, ore 19 circa) non certo da star (è candiadata alle prossime elezioni europee così come Debora Serracchiani e Franco Frigo cui siede accanto nello spazio dedicato appunto all'Europa): il suo nome è noto agli attivisti, ma sono in pochi a riconoscerla prima di salire sul palco.. mentre poi la sera, tra i tavoli, si capterano di continuo discussioni sui passaggi del suo discorso, sulla concretezza che ha saputo trasmettere.
Comincia parlando del presente, difficile per l'Italia in Europa: "i nostri rappresentanti europei sono stati troppo spesso figure assenti che non hanno lavorato per portare benefici al territorio, ma anzi hanno comportato ben 163 infrazioni comunitarie". "Il trattato di Lisbona identifica l'europa dei popoli e delle diversità nel soggetto vincente di domani al posto della collezione di nazionalismi che hanno ostacolato il cammino del popolo multiculturale europeo: noi per l'europa risultiamo il carretto pesante perché male amministrati e con poca informazione: 78° paese nel 2008 per libertà d'informazione, un dramma perché non è un paese libero quello nel quela non si conosce: se non conosci non scegli e sono gli altri che scelgono per te". (ed era ora che qualcuno/a lo ribadisse.. difatti dalla platea vengono molti applausi ed un intervento di una energica signora molto indignata proprio su quest'argomento)
Stringe poi sul Veneto: "Un territorio che porta da sempre valori quali la solidarietà ed il lavoro, valori necessari nell'Europa di oggi e di domani, punti fermi che i nostri candidati dovranno portare avanti, all'Europa delle imprese e dei lavoratori, dei diritti." L'attacco al governo è puntuale e circostanziato: "Il Trattato di Lisbona prevede l'obbligo di solidarietà tra i cittadini europei in caso di difficoltà, attentati o catastrofi naturali; dopo il terremoto in Abruzzo, Berlusconi ha respinto le proposte di aiuto degli altri paesi. Vedete il paradosso? Non siamo capaci di portare a casa neppure ciò che ci è garantito dai trattati, per una vanitosa volontà di farci vedere ritti sulla schiena dagli altri: 90 anni fa mandavamo a morte i nostri soldati con le scarpe di cartone, costruite nella mia città, a ben guardare non siamo cambiati molto".
E conclude: "Se voi ritenete che una persona che con la passione di questa terra e dei suoi cittadini debba rappresentarvi in Europa, votate per noi; se pensate che siamo tutti, da etrambe le parti indegni di sedere su quelle sedie che portano la vostra voce, il problema sta tutto nella nazione italiana ."
La folla non trattiene applausi e complimenti: non è la prima volta che questa Festa porta a galla risorse poco conosciute in zona nel Partito. La concretezza di Laura Puppato: ne abbiamo e ne avremo davvero bisogno.
foto di Lino Stella (la prima) e Dino Rosa (la seconda)
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