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Assemblea Regionale PD: report di Alberto Simoni

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Sabato 12 Dicembre si è tenuta la seconda Assemblea Regionale del Pd, e tale giornata ha offerto molti spunti di riflessione, in tema di struttura di Partito e di alleanze in vista delle prossime elezioni regionali.

 
Veniamo con ordine.

  Innanzitutto si sono votati cinque ordini del giorno, approvati tutti all’unanimità.
Li riporto in ordine di approvazione:

1- In tutti gli organismi del Partito Democratico è garantita una proporzione di non meno del 40% e di non più del 60% di presenze di ciascun genere;

2- Approvato l’emendamento al documento ‘ Partito Maggioritario entro 10 anni’, che prevede una valutazione, effettuata dal partito, dei suoi eletti in ogni istituzione, alla fine di ogni loro mandato. In base al risultato di detta valutazione, l’eletto potrà o no essere riproposto;

3- Approvato il documento ‘Under 35’(consultabile nel sito provinciale dei Giovani Democratici: clicca qui), che prevede alcuni punti a mio avviso importanti, tra i quali l’esigenza di organizzare in modo organico il patrimonio di siti e blog vicini al Partito Democratico, e la scelta dei finanziamenti ‘a progetto’ in sostituzione del solito sistema ‘a pioggia’, in modo da premiare le realtà e le idee più meritevoli;

4- Un deciso no al nucleare, in modo da favorire piuttosto le energie rinnovabili;

5- Modifica  del regolamento regionale del partito; si è ridotto il numero del direttivo regionale dai 160 membri previsti inizialmente agli attuali 60, più i componenti di diritto (il segretario, il vice, il presidente di assemblea, il tesoriere, i consiglieri regionali ecc.). Tra i vicentini presenti nella direzione regionale ricordiamo Daniela Bassetto, Elisa Cavalli, Antonio Dalla Pozza, Enrico Peroni e Maurizio Scalabrin;

  Approvate poi le nomine del nuovo tesoriere, Angelo Guzzo, di Camisano Vicentino, e dei revisori dei conti.

 
  Veniamo ora al punto centrale dell’assemblea, la relazione del nostro Segretario. In sostanza, si è parlato di alleanze, date le imminenti elezioni regionali, ed il possibile alleato citato più spesso, è stato l’UDC. Ovviamente, sostiene Rosanna Filippin, partendo da una alcune priorità cui non si può rinunciare: aiuto e consolidamento del settore lavorativo Veneto, la Convivenza e l’integrazione con le minoranze etniche presenti nel nostro tessuto sociale, e un serio progetto di federalismo, a livello politico e fiscale.

A tale relazione è seguito un intenso dibattito sul tema delle alleanze, dato che l’UDC non gode delle simpatie incondizionate di tutto l’elettorato democratico, e quindi di tutta l’assemblea, che lo rappresenta.

Due sono le posizioni principalmente emerse; una per una spedita trattativa con detto alleato, pur mantenendo ‘la schiena dritta’, l’altra per una più attenta valutazione della situazione - con un occhio anche agli altri concorrenti di opposizione - affermando poi  la volontà  di mantenere, come punto fermo, il metodo delle primarie nella scelta del nostro candidato. Metodo, questo, peraltro già chiarito come fondamentale da Rosanna Filippin, e poi votato come strumento irrinunciabile in una successiva mozione.

Molti relatori credo, intravedono in queste elezioni la possibilità concreta di vincere, qualora Pdl e Lega corrano divisi. Ma tale opinione, non dovrebbe portare, secondo altri - tra cui il sottoscritto - a concludere alleanze ad ogni costo con il primo alleato disponibile. Le alleanze vanno fatte senza rinunciare a parte del proprio Dna, e la corsa con l’Udc ha i suoi rischi in merito a questo, che vanno valutati con attenzione. Ciò non vuole significare una chiusura nei suoi confronti, ci mancherebbe.

 

  Per concludere, negli ultimi minuti sono state discusse due mozioni molto importanti, tra di loro opposte.
La prima prevedeva come regola due legislature per i candidati in Regione, ma con una deroga in casi particolari ed urgenti.
La seconda prevedeva invece un limite assoluto di due legislature.
Delle due, è passata la prima, ma a mio avviso tale argomento avrebbe meritato ben più dei 10 minuti conclusivi dell’Assemblea; del resto, anche i delegati (quelli rimasti) non hanno votato in modo univoco (35vs25), e sarebbe potuto nascere un dibattito più interessante ed approfondito.

 

Alberto Simoni

foto articolo

I panda starebbero a significare i Democratici in via d'estinzione?;)
Un saluto a tutti
Alberto

Provocazione e dovuta autoironia

Eheh!
diciamo che si potrebbe dire "fuochino".
Quale immagine associare all'Assemblea Regionale del PD in Veneto? questa la domanda.
iodemocratico ha scelto un taglio più scherzoso, più satirico negli ultimi mesi.

Ecco allora i panda, in assemblea.

Vedeteci quel che volete, ma cerchiamo di non far la loro fine.
Finire stampati su delle magliette.. questo sì che sarebbe poco simpatico.

;-)
Ale del team