Attenti: c'è chi la censura proprio non la digerisce
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Il Ministro però si dimentica che corre l'Anno Domini 2009 e che le cose, almeno su internet, non funzionano esattamente come nel 1939; dagli esperti le risposte tecniche sono secche e senza appello. E non finisce qui il pericolo: ogni tanto ci dimentichiamo il significato della parola Hacker, ovvero quei ragazzi talentuosi che per gioco, lucro, protesta o altre ragioni, causano danni gravi alla sicurezza dei più importanti siti internet. Forse l'azione più storica risale al 200 con l'attacco a Yahoo! o prima ad FBI, NASA, citybank, tanto per ricordarne qualcuno. La cosa comica però è come i nostri ministri abbiano la memoria corta sulle cose di casa nostra: nel 2002 bloccarono il sito del ministero dell'istruzione ed in ottobre quello delle poste. L'energumeno tascabile (Brunetta) ne ha fatto le spese all'inaugurazione di www.riformabrunetta.it, massacrato poche ore dopo la messa in rete. Il colpo più clamoroso riguarda però proprio la censura: il 31 gennaio 2006 google lanciò il proprio sito cinese, con filtro anti notizie scomode studiato dal governo locale per tenere alta la censura: sulla pagina, bloccata, compariva la scritta "Enjoy the liberation while you can, citizens!" Godetevi la liberazione finché potete, cittadini!
fonti: http://www.ilsole24ore.com |



Come era ampiamente prevedibile - all'indomani della sassata con cui "la madonnina" ha sfigurato il premier - su facebook, blog, messenger, ed altri strumeti web è iniziata una corsa di sostegno ed esaltazione dal gusto quasi liberatorio dell'aggressore e del gesto. Implacabile da subito il ministro Maroni lancia la crociata: "serve una norma che consenta alla magistratura di rimuovere dal web le pagine in cui la magistratura stessa, e non il Governo, ravvisi un reato, ad esempio di apologia o di istigazione"; "non esiste un paese al mondo dove qualcuno può scrivere su un sito uccidiamo il premier, se passa il concetto che uno può scrivere impunemente queste cose c'è che poi a qualcuno venga in mente di metterle in atto".