Balle atomiche
Inserito da roberto il Mar, 21/07/2009 - 21:31
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Al centro della scena politica da anni come al centro di interessi economici mostruosi, la questione energetica rimane per il nostro paese una delle più calde. Ecco quindi una grande bagarre di politici, tecnici, fisici ed esperti autonominati con la verità in tasca, ogniuno la sua, ma al 90% dicono balle. Protagonista indiscusso è Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico, che da promotore del rilancio nucleare del nostro paese spara: "Le centrali nucleari che il governo vuole costruire in Italia saranno «d'avanguardia», di III generazione. Le centrali di IV generazione non esistono e sono solo studi, ma può darsi che nel 2100 potranno esserci. Invece, di quelle di III generazione avanzata se ne sta realizzando una in Finlandia. Partendo ora, saremo pronti nel 2018-2020 a produrre 1/4 del nostro fabbisogno energetico con il nucleare." Andando però a spulciare in rete, si possono trovare pagine come questa, in cui l'ENEA (Ente nazionale per l'energia atomica e nucleare) parla del progetto finlandese partito nel 1998, che spera di portare all'avvio del reattore nel 2011. Il costo della sola centrale è di circa 3 miliardi di euro e produrrà 1.600 MW di energia, calcolatrice alla mano, nell'ipotesi irrealizzabile che lavori al al massimo, 24 ore per tutti i 365 giorni produrrebbe 14,000 GWh all'anno, sui 337.000 GWh di fabbisogno italiano (fonte terna anno 2006, nel 2020 le previsioni parlano di 409,000), meno del 4%, sempre con l'ipotesi irrealizzabile di sopra. Per raggiungere il 25% di produzione di cui parla Scajola servono dunque almeno 7 centrali e 20 miliardi di euro per le sole centrali, escluse quindi tutte le altre strutture ed i costi di gestione. Stando poi ai tempi Finnici, saremmo operativi tra 14 anni, nel 2023, ma va da se che quanto al rispetto delle previsioni di realizzo, Roma ed Helsinki certo non si equivalgono. Quindi i 20 mld di euro ed i 14 anni cresceranno ancora. Notare che questi numeri tratti da ENEA e Terna, non trattano dell'utilità in se delle centrali, ma rendono chiara la situazione politica sul tema: balle a tutto spiano. Che dire poi di Altero Matteoli, ministro dell'ambiente che ripropone la riapertura delle centrali di Caorso e Trino? I dirigenti della Sogin, società dello stato creata appositamente per gestire e smantellare le centrali nucleari sul nostro territorio, lo sbugiardano categoricamente "la centrale di Caorso è rimasta ferma per troppo tempo e per riprendere la normale attività dovrebbe ottenere una nuova licenza di esercizio rilasciata dall’autorità di controllo, l’Apat. Questa autorizzazione, però, verrebbe rilasciata solo se la centrale fosse in regola con gli standard attuali, ma l’adeguamento a questi standard non potrebbe mai essere autorizzato, anche perché gli addetti dovrebbero lavorare sotto il reattore, con conseguenze letali per la loro salute”. Alla faccia del nucleare pulito e sicuro. Ma proprio da Caorso e Trino, le vecchie centrali, potrebbe passare la via per raccogliere qualcosa di davvero positivo dall'esperienza nucleare: lo smantellamento dei reattori. Alex Sorokin, consulente energetico ed ex ingegnere nucleare: "In realtà per l’Italia si apre un’altra opportunità per fare business nel nucleare: quello dello smantellamento. Si tratta di un settore dove potremmo raggiungere un vantaggio di competitività tecnologica, visto che di recente abbiamo iniziato lo smantellamento delle nostre vecchie centrali nucleari. Però per cogliere questa opportunità occorre affrontarla non “a risparmio” come un problema da nascondere, bensì come un investimento, alla luce del sole, in sicurezza e con tecnologie e procedure adeguate, affidabili e trasparenti. E il mercato di sicuro non mancherà: nei prossimi vent’anni, infatti, nel Mondo si dovranno smantellare oltre 400 centrali nucleari». Proprio la chiusura delle nostre centrali ci fornisce materiale su cui riflettere: oggi i dipendenti che ci lavorano (è ferma dal 1987) sono 145 ed il termine per i lavori di smantellamento sono fissati al 2020, con il costo previsto di 300 milioni, ma i vertici stessi della Sogin fanno intendere che tempo e denaro sono destinati a lievitare. Sempre alla faccia della tecnologia sicura, efficiente ed ecologica. |



