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Bandiere della Pace? NO GRAZIE

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Le bandiere della Pace non si potranno esporre perchè simbolo dell’estrema sinistra. Questa è la motivazione con la quale la giunta comunale di Verona vieta ai missionari comboniani e i responsabili del Centro missionario diocesano (Cmd) di esporre alla propria manifestazione, “La carovana della pace”, le bandiere arcobaleno, simbolo trasversale di un’ideale di pace che dovrebbe accomunare tutti gli uomini, indipendentemente dalla preferenza politica.
 
Così era, così è ancora. Almeno per noi, ignari di una architettura superiore che riesce oggi ad identificare un’idea così ampia e così generale con l’appartenenza ad un partito.

Una richiesta d’occupazione di suolo pubblico per domenica 28 settembre e mercoledì 1 ottobre, fatta più di 3 mesi fa riceve risposta il 17 settembre, dopo 96 giorni di silenzio. Rifiuto di far passare la manifestazione per piazza Bra (domenica 28) e di occupare l’auditorium del palazzo della Gran Guardia (mercoledì 1). Questo il sintetico comunicato.
Poi un ripensamento: tutto sommato la manifestazione è legittima e privarla risulterebbe un boomerang quindi il NO viene cambiato in un’approvazione con specifica: non ci dovrà essere nessun riferimento partitico, quindi, come confermato dall’assessore all’Edilizia pubblica e al Turismo sociale, Vittorio Di Dio, neanche le bandiere della Pace, perchè diventate simbolo dell’estrema sinistra.

Con quale diritto, chiediamo noi, si arrogano certe definizioni o status simbol ad una parte, quando quest’ultima per ultima si permetterebbe di accaparrarsi il diritto di fare propria la gente che espone questi vessilli? Con quale diritto, vogliamo capire, una persona chiunque attratta da una marcia religiosa (ma anche se fosse laica) per ribadire il suo no alla guerra e alle barbarie deve essere etichettata come votante di Rifondazione Comunista?

Come nei peggiori incubi mi risveglio dalla lettura dell’articolo di Repubblica tutto agitato; credo di finire con un malessere che non mi lascierà più. Rileggo con cura tutti i passaggi e riesco a capirne sempre meno il senso. Chi rifiuta la pace? Chi si vergogna di far vedere che la gente non vuole più morti in nome di chissachè?

La pace, da oggi, non è più un valore condiviso e di questo, oramai, dobbiamo prenderne atto. Ma tutti noi, folli estremisti dalle voglie arcobaleno, dovremo fare i conti con la dura realtà: siamo in preda all’estrema sinistra, probabilmente paragonati a terroristi, muniti di armi di distruzione di massa e incapaci di intendere e di volere. Siamo oramai banditi, derubati di un simbolo che anzichè far appartenere a tutti, stanno tentando di far diventare identificazione di pochi.

Proprio per questo, io personalmente, applaudo al rifiuto che il direttore del Cmd ha fatto nei confronti delle richieste dell’assessore, ovviamente non prima di aver spiegato, per legittima precisazione culturale, i significati che quella bandiera porta appresso.

Proprio per questo noi tutti dovremo far pervenire il nostro appoggio a questi signori, sostenendo anche noi che "LA PACE NON E' UNA MERCE DI SCAMBIO"

Per maggiori approfondimenti sulle parole del direttore, vi segnaliamo il sito di Nigrizia, la rivista dei missionari comboniani.

Corrado

Per Verona non è assolutamenteun episodio.
Con l'attuale Sindaco (tra l'altro in predicato, mi pare, di essere candidato a governatore della Regione),le iniziative che tendono ad una revisione e rivisitazione del "passato", le considerazioni "minimizzanti" al limite della decenza per un primo cittadino)anche quando sono esitati in violenza assassina, l'evidente intolleranza verso qualsiasi forma di diversità in nome della "sicurezza" e qualt'altro, stanno trasformando Verona in un vero e proprio laboratorio per la Lega delle nostre parti, sostituendo di fatto Treviso nella visione di come dovrebbe essere la nostra Regione.
Teniamo presente che, anche per i trascorsi politici del Sindaco si stanno saldando apsetti tipici della Lega con altri apseti tipici di quella che in un recente passato era considerata estrema destra e che oggi viene affrancata dal processo ormai evidente di revisione a tutto cmpo in atto.
Per questo ed altro (tenendo conto del consenso che comunque riscuote questa politica)dovremmo elaborare una strategia che, come PD, possa intercettare le volontà di fare fronte a questa vera e propria deriva che sta operando per spegnere tutte le forme di "punti di vista diversi".