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Breganze: dal PD nessuna stampella ad una Giunta allo sfascio - di Sergio Carrara

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Negli ultimi giorni due sono i tormentoni che popolano le cronache del GdV: l'orso Dino e l'amministrazione 'Titanic' di Breganze.
I passi penso siano noti: spaccatura della maggioranza e creazione da parte di 5 consiglieri (tra cui vicesindaco Filippo Prandina e assessore Graziano Rigon) di un gruppo autonomo ('Scelte condivise' e già il nome la dice lunga delle motivazioni della scissione); ritiro delle deleghe all'assessore Rigon; dimissioni del vicesindaco Prandina; dimissioni degli assessori tecnici Robertino Campana e Michela Pigato; Sindaco Covolo ormai alla disperazione ed alle prese con i tentativi di stampellare una maggioranza ormai defunta con consiglieri di opposizione.
La lista 'Immagina Breganze', nelle persone dei consiglieri Giovanni Stefano Messuri e Alberto Rigon, ha da subito rigettato ogni offerta (coerenza politica e buon senso non son definitivamente scomparsi a Breganze per fortuna!). L'altra lista (civica) di opposizione 'Progettiamo assieme' si è invece riservata del tempo per decidere.

E il PD? il circolo PD di Breganze che dice? Eccovi la netta presa di posizione del Circolo per mano del Coordinatore Sergio Carrara.
Nella speranza che si aggiunga nei prossimi giorni all'ormai triste saga nella stampa locale, ve ne diamo volentieri l'anteprima.


 

"NESSUN APPOGGIO AD UNA MAGGIORANZA IN FRANTUMI E PRIVA DI CAPACITA' OPERATIVA E PROGETTUALE.
C'E' BISOGNO DI ALTRE QUALITA', DI IDEE FORTI E AGGREGATIVE"

La situazione nella giunta breganzese di stamane, domenica 25 aprile, è molto chiara: rottura verticale tra Lega e Pdl e, in più disimpegno dei due assessori "tecnici".
Dei sei assessori originari, uno è stato allontanato dal Sindaco e tre si sono dimessi.
La lettera di dimissioni del vicesindaco di mercoledì scorso è emblematica e conferma che il malessere era profondo e persisteva da tempo.
La situazione attuale è di 7 consiglieri contro (i 5 dissenzienti di "Scelte condivise" e i due di "immagina Breganze", fra i quali il PD Alberto Rigon) e 6 a favore, con tre ulteriori di "Progettiamo Breganze" in atteggiamento sospeso.

Si sapeva che la lista "Rinnovamento per Breganze" è stata un'operazione forzata, pervenuta dopo discussioni e tensioni, costruita solo nella consapevolezza di poter competere con uno schieramento che ha governato per 9 anni, poi pervicacemente diviso negli ulteriori 5 dell'ultima amministrazione. E infatti ha vinto essenzialmente su questa divisione. Poi, amministrare è un'altra cosa rispetto il torneo elettorale.

Il PD pensa che quanto prodotto nei 10 mesi di governo di questa Giunta non sia stato all'altezza dei problemi da affrontare e che, data tale esperienza e la prassi operata, non ci siano termini di affidabilità e di progettualità per pensare ad azioni di collaborazione.
Citare come più rilevante risultato dei primi sei mesi l'ordinanza anti-nomadi quando sul tappeto continuano a rimanere temi quali il passaggio della SPV, la crisi socio-economica, i servizi pubblici locali, l'insediamento della multinazionale Diesel ecc. dà l'idea di una gestione poco incisiva e (come ribadito dagli ex alleati) personalistica e non collegiale dell'Amministrazione

Dire che una crisi ora è inopportuna perchè ci sono importanti questioni da risolvere è una ovvia banalità, che però non giustifica pastrocchi (di assai dubbia stabilità) già immediatamente e chiaramente respinti da noi del PD e dalla lista 'Immagina Breganze' (lista civica da sempre appoggiata dal PD schierandovi anche suoi iscritti, uno dei quali è presente in Consiglio - a scanso di equivoci non è quindi questa la "lista di centrosinistra" evocata dall'assessore Finozzi nell'intervista apparsa domenica sul GdV).
Il PD pensa infatti che, per quanto riguarda il metodo delle alleanze anche tra forze non omogenee, non esiste contrarietà in via di principio, ma queste devono essere eventualmente  fatte alla luce del sole, nella chiarezza con i cittadini e non nel chiuso delle stanze del potere dove 2-3 persone decidono per le centinaia di elettori che li hanno votati. Peripezie strane ed accordi pasticciati non sarebbero compresi dalla già frastornata opinione pubblica breganzese (e non solo).
Come concludeva dopo la sua lucida e dura dichiarazione di dimissioni il vice-sindaco Prandina, è meglio passare oltre e dare a Breganze una guida all'altezza delle cose per i prossimi anni.


Infine, un'altra annotazione: poco ci manca che si muova Bossi, ma la preoccupata mobilitazione del vice-presidente della Regione Finozzi (e del Pdl con Berlato) sulle questioni breganzesi dà l'idea della capacità di autonomia di scelta che si da nella Lega e nel Centrodestra agli amministratori locali, comandati dagli alti quartieri partitici: altro che i federalismi e le autonomie predicati!
 
 
Sergio Carrara
Coordinatore Circolo PD Breganze

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in allegato la pregevole intervista del Sindaco questo dicembre.. tutta da gustare..

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Covolo_GdV13dicembre09.pdf182.54 KB