Eventi

«Febbraio 2012
LunMarMerGioVenSabDom
12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
272829    

Capire tu non puoi; tu chiamale se vuoi.. interpretazioni

( parole chiave: )

Prima pagina venti notizie

ventuno ingiustizie e lo Stato che fa?

Si costerna, s’indigna, s’impegna

poi getta la spugna con gran dignità

Politicamente?Giuridicamente?Civicamente? spiegare è impossibile

Lasciamo alle canzoni (Battisti un po' rivisitato, De Andrè in frammento fedele) commentare quel che è successo in queste ore.
A mio parere siamo al ridicolo.
Punto bassissimo della democrazia (e pensare che quelli van dicendo che così la ripristinano, se vabbeh); punto bassissimo del sentimento di uguaglianza, di pari opportunità, di rispetto delle regole e della dignità del cittadino elettore (intendiamoci, fosse capitata alla lista del PD una cosa simile sarei incazzato come una biscia nei confronti di un Partito che non mi dà la possibilità di votarlo, e se anche fosse riammesso, col cavolo che lo voterei!).

Avere poi un arbitro, un garante delle regole, che predica per una settimana di far lavorare la magistratura (ritenendo che sia l'unica ad avere la competenza in materia) e che poi firma un decreto interpretativo col quale si dice alla magistratura stessa come scrivere la sentenza che è chiamata (oggi tra l'altro, ecco l'urgenza..) ad emettere (caso Lombardia), certo non può lasciar sereni.

Stamattina in Piazza (Piazza Trento e Trieste - Ferrara) c'era chi si chiedeva se c'è ancora qualcosa di fattibile, se davvero si può ancora pensare che le cose possano andar per il verso giusto in questa Italia.
Andiamo a votare, riempiamo la piazza delle urne!
In quella Piazza il Politico protagonista del comizio invitava "col cuore" i cittadini intervenuti ad andare a votare, "perché in quello spazio, nella cabina elettorale siete ancora liberi.. quindi prendetevi quei 5 minuti di libertà e andate a votare, perché solo da lì si può provare a ripartire per riportare democrazia in Italia".

Insomma: ABC, da lì si riparte.

Qualcuno è più uguale degli altri...

C'era una vecchia accusa, che si rivolgeva, forse a ragione, alla vecchia (?) nomenklatura comunista: "siamo tutti uguali, ma qualcuno + più uguale degli altri".

Oggi questa destra senza regole e senza dignità è riuscita a fare di meglio.
In ordine cronologico:
- snobba e pasticcia sulla procedura;
- proclama che la sostanza deve prevalere sulla forma (Schifani), dimenticando che la forma serve sempre a proteggere la sostanza;
- rifiuta a parole ogni rattoppo legislativo (Maroni)
- incolpa tutto e tutti tranne la propria sciatteria (Polverini e Formigoni);
- risolve con un colpo di mano il problema.

Non c'è dubbio: la mancata ammissione del PDL avrebbe senza dubbio falsato il voto.

L'opposizione sbaglierebbe ad attaccare Napolitano. Il suo ruolo non consente ulteriori strappi, l'ordinamento prevede già i suoi rimedi: la conversione entro 60 giorni (se non arrivasse, e sarà battaglia..., invaliderebbe il voto); il conflitto di attribuzioni sollevabile dalle Regioni, la materia elettorale ricadendo tra quelle di competenza ripartita; l'eventuale vaglio di costituzioinalità.

La questione non è solo giuridica. E' principalmente politica!
Ciò che si contesta è la totale mancanza di responsabilità della classe dirigente PDL e LEGA, e la conseguente arroganza nell'imporre una soluzione che conferma un'immagine dell'Italia da repubblica sudamericana.
Si contesta l'impudicizia nel maneggiare la materia elettorale a competizione avviata.
Si contesta l'incoerenza della Lega, che pretende il rispetto delle regole solo per gli altri e mai per sè.

E' certo che la figuraccia l'hanno già fatta e la pagheranno: tutti sanno cosa significa scontrarsi con i termini e le scadenze della burocrazia, e il fatto che i soliti furbi si aggiustino le regole retroattivamente farà certamente arrabbiare questa benedetta galassia imprenditoriale veneta...

Rispondiamo alzando la voce e con testimoniando la serietà che, almeno in questa occasione, abbiamo dimostrato.

Saluti
Alessio Albertini
Belfiore (VR)

Qualcuno è più.......

Non mi basta alzare la voce,e tantomeno mostrare serietà,(che in quanto a ciò non hò mai avuto dubbi),ma quello che mi chiedo è,sarà mai possibile vedere che chi vota questa gente si accorga con chi hà a che fare,e si chieda se non sia arrivato il momento cambiare indirizzo prima che sia troppo tardi?
Non mi basta neanche che continuiamo a lamentarci dei pasticci degli altri,(io sono un coordinatore di circolo)e mi assumo le mie colpe,nel senso che se vogliamo che le cose cambino,dobbiamo,partendo dalla base,lavorare di più in quella direzione,sperando che nel fratempo i vertici del partito comincino seriamente a lavorare per una seria alternativa di governo.

Coraggio Alessio,e buon lavoro.

ULDERICO Boscarato

Fara Vicentino

il pasticciaccio del governo e le critiche a Napolitano

http://www.repubblica.it/politica/2010/03/07/news/zagrebelsky_intervista...

Riporto il link dell'intervista rilasciata a Repubblica da Gustavo Zagrebelsky: a mio parere è il commento più lucido ed efficace su questa triste vicenda. Anch'io a caldo mi sarei aspettato un comportamento diverso da parte del Presidente della Repubblica, ma, ripensandoci con più lucidità, credo che Napolitano abbia fatto quello che andava fatto, ossia compiere la scelta migliore in base alle condizioni date in quell'esatto momento.
Trovo davvero poco saggio da parte di Di Pietro attaccare in quel modo Napolitano, quando bisognerebbe attaccare duramente il Governo. E trovo vergognoso che Berlusconi & Co. cerchino così spudoratamente di ribaltare le responsabilità sugli altri partiti e sui magistrati.
Occorre sperare che tutti i cittadini italiani abbiano intuito, se non compreso appieno, la reale portata di quello che è successo, gli effetti anche di lungo periodo che i fatti di questa settimana porteranno con sè.
Occorre sperare che tutti i cittadini italiani riflettano su quanto è successo, e facciano due cose:
1- partecipare in modo civile e consapevole alla mobilitazione delle opposizioni di sabato 13 marzo;
2- soprattutto, esercitare il diritto di voto alle prossime elezioni, ricordandosi che probabilmente non si voterà solamente per i consigli regionali, ma per dare un forte segnale a questa maggioranza incompetente ed autoritaria.

Nicola Traverso
Carrè (VI)

Guardiamo i lati positivi

Guardiamo i lati positivi della vicenda:

-siamo passati dalle leggi ad personam a quelle ad partitum, vuoi mai che nei prossimi 20 anni si arrivi ad includere nella discussione i problemi di tutti i cittadini

-il "vergine" Formigoni è stato formalmente ammesso alla competizione, Pezzotta presidente......sai che barba

eppoi senza Formigoni sarebbero saltate tutte le mazzette e quindi i lavori per l'expò (x la censura...sto scherzando, si capisce), e la Moratti non avrebbe più fatto la figura di quella "un po' meno" inadeguata ed imbecille, la Binetti di quella "un po' meno" cattotalebana e vergine.
E Renzo Bossi avrebbe dovuto cercarsi un lavoro VERO, ed il preparatore atletico del Milan non avrebbe potuto essere eletto (NON STO SCHERZANDO, IN LISTA C'E' PURE LUI, assieme all'IGENISTA DENTALE del Cavaliere), quindi sai campionati all'Inter....
Ed il nuovo Pirellone sarebbe stato vuoto, data l'incapacità morale di Penati e Pezzotta ad usare un simile spreco.
Il nuovo presidente avrebbe bloccato la speculazione edilizia nell'area della raffineria che ha dato il là al disastro sul Po. I lombardi avrebbero potuto di novo addentare il tipico kebab di mezzanotte.
Non avremmo mai più sentito lagne ipocrite sulla gestione di Malpensa, l'unico vero leader locale della Lega sarebbe rimasto Salvini, che ha il culo al caldo a Strasburgo.
No, piano, quello ci dispiace davvero. Avessimo un Salvini tutti i giorni contro cui sparare....... la vita sarebbe più facile.

PS: censura, cos'hai capito? Sparare a zero dai blog!

Spiritosaggini (e non) dal web

dal mondo del web:

L’articolo 1 del decreto: “Chiamiamo noi quando siamo pronti”.
Il decreto interpreta la legge. Del più forte.
Prime conseguenze del decreto: capodanno slitta al 4 gennaio.
[http://www.spinoza.it/]

Quello della riammissione o meno delle liste è un problema amministrativo, procedurale, interno all’ingranaggio. E quando l’ingranaggio gira, quando il motore è in moto, non lo si può toccare da fuori, se no ci si perdono le mani. C’è chi è preposto a intervenire. Farà quello che può fare, secondo le regole. E non si discuterà più.
Perché l’unica alternativa è tirare una martellata dentro ai pistoni, spaccare tutto, fermare il motore perché lo si ammazza, e rifare da capo. Ma poi esplodono i pezzi di ferro roventi in faccia a tutti, sia chiaro. Non è una bella cosa. Non sono mica dei pimpirlini di carta.
[Matteo Bordone - www.freddynietzsche.com]

Le regole, già. Rispettare le regole (il rispetto delle regole) è la cosa più di sinistra che ci sia oggi. Buffo come cambia il mondo, vero?
[Gierre - commenti sparsi]
Già.. io ho provato una volta a cambiare le regole DOPO aver cominciato a giocare. Mi è arrivata istantanea una “papagna” e la squalifica dal gioco.
Bei tempi quelli!
[Luce - commenti sparsi]
a ripensarci mi viene in mente la lettera di Celli al figlio che lo invitava ad andarsene ed il coro di risposte: no restate e lottate per cambiarlo, questo paese!
con che coraggio si solleverebbero oggi di nuovo quelle risposte?
[Redpoz - commenti sparsi]
Il prossimo decreto legge: art. 1 – In caso di perdita, i voti espressi per il PDL valgono come i goal segnati in trasferta nella Champions League
[Kissofdeath - commenti sparsi]
Non lo tiro fuori:
In questo paese si è superato ogni senso della misura. Da ora in poi quando devo pagare l'Iva mi presento in banca con l'F24 nella borsa oltre al termine di scadenza ma non lo tiro fuori.
[Stefano - sul blog di Ciwati]