Carissimi amici e-lettori,
in attesa di schiarimenti del "cielo sopra il PD", aspettando che la nube passi oltre che da sopra il cielo italiano anche dalle nostre teste di elettori del centrosinistra leggiamo, sottoscriviamo e vi proponiamo un articolo di Pippo Civati sul PD, pubblicato sull'Unità di sabato 17 aprile. Una riflessione che riteniamo valida, a partire dalle semplici considerazioni emerse, come il rendersi conto che l'ordine alfabetico talvolta può ispirare correttamente un ordine di priorità. Buona lettura. Caro Pd, «Show, don’t tell», dice qualcuno. Faccelo vedere, il cambiamento, non raccontarlo soltanto. Non descriverlo per poi non realizzarlo. Non parlare per mesi di quote rosa, eleggi qualche donna. Non discettare di ricambio, fai dialogare le generazioni (e fallo, però, un po’ di ricambio, che altrimenti lo fanno gli altri). Non dedicare a cose interne (intime!) tutta la tua vita. In una casa si abita, non si è costretti a partecipare ad un’eterna assemblea di condominio, parlando escluisivamente del regolamento e delle spese condominiali. Non parlare solo di chi dice le cose: in un giornale, si leggono gli articoli, non il colophon. Esci da te stesso, e dal tuo stream of consciousness. Parla di cose, caro Pd. Di cose precise, che è tutto così confuso, nel dibattito politico, che poi la gente per forza non si appassiona. Diventa il partito dei giovani: non dei giovani dirigenti, il partito dei giovani elettori. Rappresenta le cose nuove e quelle antiche e cerca le parole giuste per descriverle e per proporle, lontano dalla banalità, però, e dalla semplificazione, proprio perché sei diventato consapevole che devi essere semplice lo stesso, “con altri mezzi”. Il nuovo ambientalismo e gli antichi diritti (che tra un po’ si estingueranno per tutti i lavoratori). Parla di stranieri, non ti vergognare, perché tutto quello che gli altri hanno raccontato finora è inutile, propagandistico e anche parecchio stronzo. Unisci questo paese, non con la retorica, con le soluzioni, con le responsabilità, con un racconto che possa essere capito e interpretato da tutti. Parla di lealtà nei confronti dei contribuenti e di chi fa impresa: perché gli evasori sono i veri clandestini e con i cittadini che pagano le tasse va rilanciato un patto nuovo, in cui tutti si sentano presi sul serio (o non si sentano presi in giro, se preferisci). Diventa il partito del pluralismo, in cui le qualità di tutti possano emergere, che sia partecipato e aperto, per poi decidere in modo democratico.
Ti hanno chiamato Partito Democratico. Lo sei? Ecco. Fatti un giro al bar e ascolta le questioni che stanno a cuore alle persone, nella loro quotidianità. Frequentala, la loro vita, senza intrometterti nelle scelte etiche (anzi trovando il modo per farle rispettare) e negli stili di vita di ciascuno, avendo bene a mente un’idea di società inclusiva e rigorosa. Lotta contro le disuguaglianze. Fai l’opposizione allo scudo fiscale e alle scelte che devastano i Comuni.
Sii onesto, non dare la colpa agli altri, se sei tu a sbagliare. Perché, così facendo, sbaglierai di certo anche la prossima volta. Ci sono un sacco di persone che non sono andate a votare, e la 'a' di astensione viene prima della 'u' di Udc, non dimenticarlo. Da ultimo, non avere fretta, ma, mi raccomando, non perdere troppo tempo. Fatti sentire. E quando hai finito, bevi un sorso d’acqua pubblica e spegni la luce, perché il nucleare di Berlusconi arriva nel 2025. E pensa a che cosa fare per l’economia, oggi e nei prossimi anni, con lo stesso impegno, perché in questo momento c’è un sacco di gente angosciata che non riesce a prendere sonno. E che quando si addormenta, forse, sogna qualcosa di diverso da quello che l’Italia è diventata. |
Cammina Cammina.... Siamo tornati al punto di partenza!!!
Ciao a tutti,
ho letto con attenzione il nuovo post (come sempre ringrazio chi con passione mantiene vivo questo spazio) e alla fine uno si pone delle domande, fa riflessioni e arriva a conclusioni, più o meno corrette.
Ho fatto questo percorso e sono giunto alla conclusione che questo post racchiude il PD che avevamo in mente nel 2007. Un PD aperto, laico, sul pezzo e capace di rappresentare il nuovo secolo, il Partito del Domani.
Non del domani inteso come "rinvio a domani la decisione" ma del domani inteso come il progetto da attuare, l'Italia da Ricreare, un Paese da ammodernare. Questo era il PD che ha portato nel Paese la voglia del cambiamento e della discontinuità, questo era il sogno, e quando si progettava e si teneva alto il livello progettuale e programmatico del Partito la gente ci guardava, ci ascoltava, ci criticava, ma almeno eravamo parte in causa del dibattito politico. Oggi siamo ai margini. Ai margini nel governo delle più grandi Regioni, con un nord a noi lontano, ai margini nelle discussioni della gente, ai margini nel dibattito politico.
Ora possiamo fare solo un nuovo grande errore, decidere che si è trattato di un incidente continuare e ritrovarci alla prossima scadenza con altri 5 anni di centrodestra. Una prospettiva che nei dirigenti nazionali mi sembra stia prendendo piede. Ho capito che la "vocazione maggioritaria" non era gradita, ma pensare di poter fare l'opposizione, anche se fatta bene, per anni e anni, non è gradita a noi elettori e militanti.
Cari dirigenti,coraggio, invertiamo la rotta,una telefonata in più ai consiglieri comunali, al segretari provinciali, ai circoli, e proviamo a far partire l'alternativa, perche dopo il congresso abbiamo smesso di parlare all'Italia.
NON ARCHIAVIARE LA SCONFITTA, è il primo passo per TENTARE LA VITTORIA.
Andrea Zorzan
Consigliere Comunale Thiene
Incazzatura
Questo è un ottimo punto di partenza.Sono stufo di essere ogni giorno più incazzato,domani vado ad iscrivermi al PD.Diceva ilChé"Se combatti puoi perdere.Se non combatti hai già perso" e allora combattiamo.Come? Con grande umiltà ma con il coraggio di dare un segno di non accettare,a cominciare dal quotidiano,questa caduta di civiltà, questa perdita di valori,questa melma che ci soffoca.Domani è il 25Aprile,e allora bisogna ritrovare oggi i valori della resistenza.Da domani voglio essere un partigiano.