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Crimini in Corso d’Opera - di Diego Retis

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Esiste ancora la mafia in Veneto?
Questa è stata la domanda che si sono posti gli organizzatori della conferenza pubblica “A Casa Nostra” avvenuta nel teatrino Ex Acli di Montecchio Precalcino venerdì 9 ottobre scorso.

La risposta che hanno dato i relatori della serata, la giornalista Monica Zornetta, autrice del libro "A Casa Nostra, cinquant’anni di mafia in Veneto" (edito da Baldini Castoldi Dalai) e dal sostituto procuratore generale di Venezia Francesco Saverio Pavone, pur dimostrando al numeroso pubblico presente, con dati storici e attuali, una visione confortante sul controllo del fenomeno mafioso da parte della magistratura, rimangono comunque molti lati oscuri e pericolosi.

Innanzitutto le mafie hanno cambiato pelle: non sono più evidenti come una volta.

Le organizzazioni criminali, operanti in Veneto si infiltrano nel territorio attraverso il riciclaggio del denaro “sporco”  ottenuto da traffici illeciti e ripulito nella terra veneta attraverso speculazioni immobiliari; con i traffici dello smaltimento di rifiuti speciali, spesso altamente tossici e con l’arrivo delle nuove organizzazioni mafiose, alcune volte di origine non italiana, si sta assistendo anche al traffico degli esseri umani, che vengono introdotti nel nostro Paese in modo clandestino per obbligarli a lavorare “in nero” per società compiacenti, sottomessi ai ricatti più crudeli come anche il rischio di perdere la vita.

Le Procure, come anche i tribunali italiani, e altrettanto quelli veneti, sono sempre attivi nel garantire la legalità, ma  spesso sono vessati dalle contraddizioni della politica che pretende più sicurezza, ma taglia i fondi alle magistrature.

  
(i relatori della serata: Monica Zornetta e Francesco Saverio Pavone)


L’Ex magistrato della Direzione Antimafia del Veneto, Francesco Saverio Pavone, profondo conoscitore delle realtà criminali in Veneto come responsabile di inchieste giudiziarie che vanno dai nomadi giostrai dediti ai sequestri di persona alla Mala del Brenta, è amareggiato dalla attuale situazione che versa il mondo della Giustizia in Italia dicendo: “come è possibile portare avanti un procedimento gudiziario, se mancano i fondi per pagare una dattilolografa”.

E denuncia: "mentre si aumentano le pene per i furti e gli incidenti stradali colposi, i responsabili delle morti sul lavoro, subiscono spesso solo condanne lievi".

E anche per i reati ambientali la Giustizia ha spesso le mani legate.

Le indagini sono rallentate dalla mancanza di risorse economiche per pagare consulenze tecniche specifiche e purtroppo, continua il dott. Pavone, si arriva al processo conclusivo quando ormai il reato giunge a prescrizione.

La criminalità non è solo quando spara e uccide; criminalità é anche quando i diritti civili e il rispetto per l’ambiente sono abusati dai poteri economici che sfruttano gli egoismi di gruppi senza scrupoli. Il danno non è magari immediato, ma saranno le future generazioni a pagare duramente queste in..Giustizie.


Alla serata ha partecipato anche l’attore Stefano Boccuzzi regista de "Il Carro di Tespi 2004" con la lettura drammaturgica di alcuni passi del libro "A Casa Nostra".


Diego Retis