e c'ha ragione!
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Venerdì, durante un seminario del Pdl a Gubbio, il ministro aveva lanciato un duro affondo ai cineasti «parassiti» che animano la Mostra del cinema di Venezia in questi giorni. «Gente che ha preso tanti soldi e ha incassato poco al botteghino - ha detto Brunetta - Gente che non ha mai lavorato per il bene del Paese, anzi non ha mai lavorato. Ci sono orchestrali che mettono insieme orchestre che suonano poco per avere sussidi statali e poi si fanno il complessino loro. Andate a lavorare, confrontatevi con il mercato. Questo è un pezzo di Italia molto rappresentata, molto “placida”. Questa è l'Italia leggermente schifosa». Dopo una notte di silenzio, il regista ha affidato il contrattacco ad una lettera aperta al ministro. Si legge: «Ha sbagliato persona, per questo la denuncio. Questo signore che lei chiama Placido, leggermente schifoso, lavora per il comune di Roma, Teatro Tor Bellamonaca, gratis da cinque anni e gratis ha creato un teatro in Calabria. I miei ultimi tre film di sovvenzioni non ne hanno avute e hanno incassato 14 milioni di euro. Non voglio dilungarmi sulla mia carriera come attore con lavori con Monicelli, Rosi, Tornatore, Albertazzi, Strehler, Ronconi: fannulloni anche loro? In Francia sarei un pezzo della cultura francese, qui sono un pezzo come ha detto lei leggermente schifoso. La denuncio per questo, ma forse vengo ingiuriato perché non ho mai votato per Berlusconi?».E ancora: «Ho sempre cercato di servire lo Stato pensando che cinema e teatro hanno una funzione civile importante. La denuncio perché offende il mio nome, la mia dignità e non distingue come non ha distinto 40 anni di lavoro». Infine, un sibillino post scriptum: «Il mio prossimo film è prodotto dalla Fox e l'anno prossimo mi trasferisco in Francia per un contratto come regista già firmato con la Pathé cine. Le voglio ricordare il titolo del film, Miserere!. E non è una battuta». Alle critiche si è associato Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Pd: «le parole del Ministro della funzione pubblica entrano dritte in quel sistema intimidatorio che ormai ci sembra l’unico che il governo conosca. Contro chiunque sia in dissenso con l’esecutivo, come per i giornalisti scomodi, così ora con i cineasti o con gli artisti che hanno un’idea libera e non omologabile a niente. Quindi “via i fondi se non vi comportate bene”, questo è il messaggio che Brunetta invia in maniera violenta ad un mondo sempre più mortificato negli ultimi anni [..] Sappiamo che la creatività va tutelata perché fragilissima [..] Sono convinto che la cultura di un paese, oltre a definirne l’identità, ha la possibilità di analizzarne e di denunciare vizi, virtù e pericoli, lo stesso ruolo che dovrebbe poter svolgere la stampa libera». Non poteva ovviamente mancare l'immediata solidarietà di uno dei commilitoni del Brunetta, Sandro Bondi, di professione Ministro dei Beni e delle Attività Culturali (e abbiamo detto tutto..). Dopo il «no comment» di Brunetta, ecco allora il Ministro Bondi: «Piena solidarietà a Brunetta, denunciato da Placido per aver espresso ciò che pensa la maggioranza degli italiani e ciò che penso anche io». Ma Brunetta, e quindi Bondi e quindi (a parer loro) la maggioranza degli italiani, cosa pensano? Che la cultura si valuta al botteghino? Che chi fa musica o cinema è leggermente schifoso? Che l'unico riscontro possibile per un'attività artistica e culturale sia il mercato? Attenzione a sminuire simili uscite, attenzione a svalutare simili sparate. Certo, la pancia degli italiani può anche digerirle con un sussulto da "burp" dopopranzo, ma è questo che ha contraddistinto la storia del nostro Paese? è questa l'immagine dell'Italia che tanto ha affascinato il resto del mondo? Il cinema è emozione: brividi sulla pelle, batticuori, lacrime, risate evocate da luoghi sconosciuti, colonne sonore, personaggi così diversi eppure così simili a noi. Il cinema è poesia, arte, sentimento. Il cinema è la vita vista con tanti occhi diversi. Il cinema è fantasia e realtà, paura e divertimento, una delle più belle invenzioni, ti permette di sognare. Il cinema esercita sul pubblico una particolare suggestione, per l' illusione di realtà che lo caratterizza. Il cinema è anche sospeso fra realismo e invenzione, fra tecnica e arte, fra narrazione e rappresentazione, il cinema ha dato e continua tuttora a dare vita a un corpus di teorie e di pratiche in continuo mutamento. Se non vi fosse realtà, non potrebbe esservi immaginazione. Un sogno, non è mai soltanto un sogno. Avete ancora voglia di sognare? |



