Federalismo su energia ed ambiente: decide tutto Scajola
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La costruzione di nuove centrali energetiche e nuovi elettrodotti non saranno più sottoposti al parere degli amministratori. Nuovo colpo al ruolo degli enti locali, e la proposta è firmata dal ministro Roberto Federalista Calderoli Fino ad oggi, la costruzione di una nuova centrale o di nuovi elettrodotti era vincolata allo studio ed al parere di 2 commissioni nominate dal ministero dell'ambiente: la commissione VIA-VAS (Valutazione impatto ambientale) e la Commissione Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Il confronto sulle relazioni di queste due commissioni costituiva il principale tavolo di discussione cui prendevano parte anche gli enti locali. Questi ultimi erano affidatari anche di tutta una serie di valutazioni e studi sull'impatto territoriale dei nuovi impianti. Ma tra le pieghe del decreto anticrisi, all'art.4 il governo cancella queste due commissioni ed affida il loro lavoro ad un commissario straordinario nominato direttamente dal ministro dello sviluppo economico, il solito, maledetto Scajola, che diventa il suo unico interlocutore. Fuori quindi dalle decisioni sindaci, presidenti di provincia e tecnici del ministero dell'ambiente. Quali opere? Secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, sarebbero 11 le opere che potrebbero essere affidate ai nuovi commissari secondo la bozza dello schema di attuazione. Tra questi ci sarebbero sei elettrodotti, quattro impianti eolici e una centrale a carbone. L'elenco comprende le reti di Dolo-Camin-Fusina-Malcontenta (Venezia-Padova), Sorgente-Rizziconi (Sicilia-Calabria), Chignolo Po-Maleo (Pavia), altri tre elettrodotti, sempre di Terna: Trino-Lacchiarella (Piemonte-Lombardia), Foggia-Benevento II (Puglia-Campania), Udine Ovest-Redipuglia (Friuli Venezia Giulia); ci sono poi la trasformazione a carbone della centrale di Rossano Calabro dell'Enel e la realizzazione di quattro impianti eolici, due della Falck - Buddusò-Alà dei Sardi e Petralia Sottana - e due dell'Api Nova energia - San Mauro-Castelverde (Palermo) e Castelluccio dei Sauri (Foggia). Per le opere in questione ricorrerebbero "particolari ragioni di urgenza in riferimento allo sviluppo socio-economico" e pertanto verrebbe utilizzata la figura di un commissario per accelerare la loro realizzazione. il risvolto comico Ma come può il ministro dell'ambiente farsi togliere in un colpo solo commissioni e possibilità decisionali? Sembra che il provvedimento sia stato scritto da Calderoli, ministro della semplificazione, e sia stato discusso in consiglio dei ministri qualche settimana fa, guarda caso nei giorni in cui Stefania Prestigiacomo era a Siviglia a far conquistare alle Dolomiti il sigillo di patrimonio dell'Unesco.
Ringraziamo per lo spunto ed i contenuti il blog di Marco Lamperti |



Finalmente non ci metteremo
Finalmente non ci metteremo 10 anni a prendere una decisione ...