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ha detto qualcosa, di civiltà

( parole chiave: )

Genova, 26 agosto, Festa Democratica.

«Dì qualcosa di sinistra!» urlava Nanni Moretti a Massimo D'Alema nel film "Aprile". Restò praticamente inascoltato.

Ieri il Presidente della Camera ha strappato applausi alla platea con un passaggio netto sulla questione del testamento biologico.

«Credo che non si tratti di favorire la morte ma di prendere atto dell'impossibilità di impedirla, affidando all'affetto dei familiari e alla scienza dei medici la decisione».

  e giù applausi

Non ha detto qualcosa di sinistra Fini, ha detto qualcosa di civiltà.
C'è differenza?

Qualcuno crede (o almeno spera di poter credere) che ce ne sia ancora un po'. C'è chi crede che la civiltà dovrebbe essere patrimonio di tutti, e che il messaggio della sinistra (o del centrosinistra) dovrebbe essere qualcosa di di più. C'è chi crede che chiedersi (per ricordare) se «non sono esseri umani quelli che muoiono nel Mediterraneo o riescono ad arrivare stremati sulle nostre coste?» (sempre Fini, ohh yess!!), non sia una cosa di sinistra, di centrosinistra o chissachè.. ma semplicemente una cosa civile, una cosa naturale, ontologica, banale diamine!


Fa tremenda tristezza leggere oggi il fuoco di fila (a lui amiche?) scatenatosi per queste dichiarazioni.
Il Giornale: "Fini trova casa: la stessa del PD" il titolo, per poi continuare con un "Lungamente sospirato, arrivò in un pomeriggio d’agosto all’altare della sinistra perduta, la Sposa del Partito Democratico, al secolo Gianfranco Fini".
Eppoi Sacconi e Gasparri e Quagliarello.


Beh, che dire?
in attesa di qualcosa di sinistra, vabbene «anche qualcosa non di sinistra, di civiltà, qualcosa»
(dura 1 minuto e 14 secondi questo spezzone di Aprile, ed è indimenticabile)


"Così vi dico, si farà

"Così vi dico, si farà più festa in cielo per un peccatore pentito, che per novantanove giusti i quali non han bisogno di penitenza." ( Vangelo secondo San Luca)

Troppo facile

Troppo facile parlare liberamente quando si ha una bella poltrona istuzionale!!!
L'on. Fini non si esprimeva in questi termini durante la campagna elettorale, su questioni come il testamento biologico o l'immigrazione clandestina. Fini è autore di autentici "strappi" quando è al potere: vedi il ripudio del fascismo e la proposta di voto per gli immigrati regolari, fatta quando era ministro degli affari esteri. Troppo facile on. Fini apostolare in questo modo.
C'è comunque un solo precedente, tra l'altro poi smentito cateoricamente. Novembre 2007: “Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quello che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi“. E continuava “Il nuovo partito di Berlusconi? Comportarsi come sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione“. Concludeva Fini “il Cavaliere ha fatto tutto da sé. Ha messo in piedi i Circoli della libertà con la Brambilla. Poi ha creato il Partito della libertà senza neanche avvertire i suoi amici di Forza Italia, quindi ha distrutto la Cdl. Conclusi i giochi, a regole scritte (alla stesura delle quali non siamo stati chiamati a partecipare) dovremmo bussare alla sua porta col cappello in mano e la cenere sulla testa? Non siamo postulanti.[…] Sono il presidente di An, non una pecora“. Il risultato: febbraio 2008, lista unica PdL, marzo 2009, sciglimento di An.
Parole, parole, solo parole...