Il linguaggio violento della Lega tradisce la sua natura radicalmente antievangelica - di Francesco Valerio
Inserito da roberto il Sab, 26/09/2009 - 18:03
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Bossi e Calderoli “avvertono”! Avvertono alleati politici e sospettose gerarchie ecclesiastiche che presto andranno in Vaticano per chiarire malintesi e incomprensioni. Andranno in Vaticano per cercare di ricucire lo strappo con il mondo cattolico, soprattutto dopo le sparate del ministro per le porcate elettorali al meeting di Rimini e le idiozie sulla revisione del Concordato apparse sulla Padania. Anzi, il ministro per le porcate ha invitato lo stesso Berlusconi ad accodarsi, visto che anche il presidente del consiglio ha più di qualcosa da farsi perdonare. Bossi e Calderoli andranno in Vaticano, ma non su richiesta d’Oltretevere. Andranno in Vaticano per affermare l’assoluto radicamento cristiano del cosiddetto partito del nord. La Lega come unico partito dalle autentiche radici cristiane. Bisogna essere forti di stomaco per non vomitare di fronte a tanta ipocrisia, oppure ridere - ma amaramente – a crepapelle. Chissà se le gerarchie ecclesiastiche berranno il fiele che la Lega sta preparando. La speranza “evangelica” è che ciò non accada. Può definirsi “cristiano” un partito che è nato xenofobo? Può definirsi cristiano un partito che ogni anno celebra la ricorrenza pagana del dio Po? Può definirsi cristiano un partito le cui personalità più in vista hanno celebrato il proprio matrimonio secondo un presunto rito celtico? Può definirsi cristiano un partito che della divisione, cioè dell’arte diabolica per eccellenza, ha fatto la propria regola morale? Può definirsi cristiano un partito il cui padre-padrone ha paventato non molti anni orsono la rivolta armata dei 300.000 della bergamasca (300.000 casualmente è anche il numero di camice nere evocato da Mussolini nel suo discorso di insediamento al regio Parlamento)? Può definirsi cristiano un partito che ha invitato più volte a prendere a cannonate i barconi di migranti e diseredati? Può definirsi cristiano un partito che permette che si formulino idiote proposte come quella dell’eurodeputato Matteo Salvini sulla separazione delle carrozze nella metropolitana della “capitale morale d’Italia” tra sole carrozze per milanesi (ma ci sono ancora milanesi doc a Milano?) e sole carrozze per non-milanesi? Evidentemente Salvini e la Lega hanno bisogno di rinfrescare la loro scarsa cultura storica per non ricordare la generosa lezione di Rosa Parks. E ancora. Può definirsi cristiano un partito che per tenere a fuoco vivo il calderone del suo elettorato fa continuamente leva sull’egoismo sociale, sulla paura e sugli istinti più beceri e viscerali della gente? Tutto il contrario cioè dell’uomo nobile tratteggiato nel Discorso della montagna! Può definirsi cristiano il partito dei respingimenti ad oltranza? Può definirsi cristiano un partito a cui poco o nulla importa il fatto indiscutibile che i respinti sono pur sempre persone, soggetti cioè depositari di diritti inalienabili? In fondo si tratta di rimandarli in Libia, dove torture, stupri e violenze varie sono lì ad attenderli. È lo stesso linguaggio della Lega a tradire la natura radicalmente antievangelica, dunque anticristiana della sua ideologia. Gli elettori cristiani, soprattutto cattolici, della Lega dovranno al più presto onestamente farsene una ragione. Francesco Valerio |



