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il Nordest Capitale europea della Cultura 2019 - di Erika Faresin

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Forse la partita per l’assegnazione ufficiale della Candidatura per la sede delle Olimpiadi 2020 era già decisa in partenza, forse Venezia non era la sede più adatta, ma non per i motivi ufficializzati.. Tuttavia ora si guardi al Presente per disegnare il futuro.


Il 18 Settembre 2009, tra le attese e l’emozione per l’ambizioso ma possibile Progetto di fare dell’area Metropolitana del Nordest la Capitale Europea della Cultura per il 2019, dirigenti, politici tra cui molti volti noti del Pd che hanno a cuore le sorti di questo territorio, imprenditori, operatori culturali si sono incontrati ad Altavilla Vicentina presso la sede del CUOA per la presentazione ufficiale della candidatura.
Troppo presto per pensarci? Certo che no! Perché qui non c’è in ballo solo l’occasione di ospitare un grande evento che tappa dopo tappa sposta l’attenzione dell’opinione pubblica internazionale da una parte all’altra del Mondo: in ballo c’è un nuovo modo di pensare, vedere, disegnare e intervenire nel Nostro Territorio.

Perché il Nordest non è solo ricco di imprese che hanno cambiato e lasciato il segno nel panorama economico mondiale, non è solo un’infinità di piccole e medie imprese in cui ogni giorno imprenditori e dipendenti mettono cuore e anima in quello che fanno per i legami che hanno con il loro lavoro. Il Nordest è un territorio che pulsa di energia creativa, che chiede solo di poter esplodere in un moto di energia che permetta di ridisegnare le dinamiche che vi operano, e pensare ad un futuro migliore.


Diventare Capitale Europea della Cultura significa pensare un modo diverso di vivere e far vivere il nostro territorio,
instaurando un vantaggioso scambio tra la creatività culturale e la creatività economica, in un circolo virtuoso che permetta di dare espressione alla generale creatività sociale che esiste in molteplici forme nel nostro Nordest.

Significa uscire da visioni spicciole e creare una maggior consapevolezza del proprio valore in un’ottica di sinergia ed ottimizzazione delle risorse, significherebbe diventare, di nuovo un modello per esprimere al meglio le potenzialità di un territorio, che non sono solo produttive; significherebbe diventare terreno fertile e accogliente per nuovi talenti riscoprendo il valore di quelli che già esistono, significherebbe ridare fiducia e speranza a tutti questi talenti, dimostrandosi pronti a tutelarli e sostenerli, non disposti a disperderli vanamente e in modo decisamente poco lungimirante.

Per fare questo, per realizzare questo Progetto, servono tempo, energie, risorse, disponibilità alla collaborazione e convinzione da parte di tutti gli attori coinvolti. Perché un Progetto che porti a ripensare e ridisegnare il nostro Presente e da lì il nostro futuro, valorizzando in modo sostenibile la propria essenza, il proprio territorio, la popolazione che lo abita e quella che potrà essere interessata  a venirci, per tutte le ricadute positive che potrà avere è comunque lo si guardi un Progetto vincente.

Comunque vada, sarà un successo.

Erika Faresin


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Per info:
http://nordest2019.eu/
www.nordesteuropa.it





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