In marcia per l'acqua - di Alberto Simoni
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Lunedì sera il comitato No Dal Molin ha promosso una marcia in difesa della gestione pubblica dell'acqua ed in favore all'iniziativa referendaria. L'ospite d'eccezione era Marco Paolini. "Eravamo tanti, tantissimi lunedì sera a Vicenza. C’è poco da dire, la manifestazione organizzata dai comitati per l’acqua pubblica e dai No Dal Molin è stata un successo. Mentre scrivo ho ancora impresse le immagini di una folla splendida, variegata, rumorosa, di ogni età, scesa in strada per riaffermare i propri sacrosanti diritti. Diritti per i quali tante righe si sono già spese, e che non ripeterò qui, ormai l’argomento è noto a tutti. Descriverò invece cos’è stata la manifestazione di ieri, sintetizzando il più possibile. In verità, all’inizio la manifestazione non sembrava sarebbe stata un granchè. Infatti, arrivati al punto di ritrovo, saremmo stati 400, non di più. Un po’ deludente come affluenza. Poi, macinando metri, è cambiato tutto; il corteo che continua ad ingrossarsi, io che mi volto e che scopro dietro di me almeno altre 1500 persone. Incredibile. Poi l’arrivo al Parco della Pace, simbolo della ‘Parziale’ vittoria del No dal Molin, come ricorda Cinzia Bottene dal palco. Un aggettivo, ‘Parziale’, che ci sembra appropriato, soprattutto spostando l’occhio dal parco alle 12 gru impegnate a costruire gli edifici della base poco più in là. Dopo l’intervento di Cinzia Bottene, impostato anche sulla necessità di fare chiarezza sulla salvaguardia delle falde acquifere della zona del Dal Molin, tema su cui esistono dati poco confortanti e che abbisognano di ricerche più approfondite, apre la serata il cantautore Luca Bassanese, che scalda la folla-ormai eravamo almeno in 4000-, in attesa dell’evento clou della serata, cioè lo spettacolo di Marco Paolini.Spettacolo che, nonostante blackout di generatori, sciami di insetti, il caldo e per il sottoscritto allergia alle graminacee, è stato fantastico. So che sarebbe banale definirlo così, ma non trovo aggettivi più adatti. Paolini è riuscito a coinvolgere il pubblico, ma soprattutto a farlo ragionare sulla nostra realtà ambientale, fatta di capannoni, rotonde e caselli(attuali e futuri). Lo spettacolo, durato più di due ore, ha spaziato dal Mose , alla Pedemontana, alla ‘Carta di Asiago’, misconosciuto documento stilato qualche anno fa, contenente le linee guida per la conservazione e la ‘ricostruzione’ del nostro paesaggio. Documento importante questo, che però pochi conoscono( tanto per dire, alla domanda di Paolini “A cosa pensate se vi dico della carta di Asiago’?” Qualcuno ha risposto “Alla carta da formajooo!”) Tra risate, riflessioni e monologhi, si giunge ancora una volta alla triste conclusione che i Veneti di oggi, in gran parte, non hanno imparato nulla dagli scempi ambientali del passato, e che il cemento continuerà a soffocarci, fino a confinare i contadini rimasti in specie di ‘riserve indiane’, mentre il nostro orizzonte sarà disseminato da grattacieli. Schei. Sempre quelli che comandano. Altro che paroni a casa nostra. Concluso l’intervento di Paolini, si torna a casa. Con la sensazione di far parte di una coscienza collettiva troppe volte rimasta assopita in questi anni, e che per un diritto come quello all’acqua pubblica, si è finalmente risvegliata. Finalmente." |



