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Il Gruppo Consiliare Regionale del Partito Democratico ha scelto la stupenda cornice del Palazzo Cornaggia di Thiene (sede della biblioteca comunale) per discutere della crisi economica.
Partendo dal tormentone “Proteste e Proposte”, la serata è partita frizzante e partecipata con l’introduzione di Enrico Storti, coordinatore dei circoli PD zona thienese. Un antipasto condito con una sana dose di critica e preoccupazione nei confronti del Governo che si sta dimostrando inadeguato di fronte a tale emergenza non solo economica ma anche sociale; adottando misure insufficienti ed inefficaci. Sta qui il motivo della serata: proporre delle alternative concrete per agevolare l’uscita dalla crisi.
Il consigliere regionale Claudio Rizzato prende le redini del discorso ed esprime subito solidarietà ai terremotati abruzzesi, ricordando che c’è molto da fare e anche dalla nostra provincia e dalla nostra regione stanno partendo aiuti per gli sfollati.
Facendo riferimento al recente Festival delle Città Impresa, passa ad analizzare le diverse sfaccettature con cui si sta affrontando la crisi, evidenziando come i mass media tendano a far passare solo l’ipotetica “inversione di rotta”e non la gravità della situazione. Questo rischia non di dare speranza, ma di far accomodare le persone sugli allori quando invece c’è la necessità che le famiglie e le imprese trovino sistemi comuni di azione per incentivare una reale ripresa. (immagine della sala) Il momento di analisi economica con qualche approccio di tipo politico è svolto dal prof. Paolo Gurisatti che suscitando reazioni accese afferma che la crisi non era prevedibile perché priva di fondamenti, dettata solo da una mancanza di fiducia e prevalentemente appartenente agli Stati Uniti. Rincara la dose proponendo di risolverla con mezzi tradizionali e che la soluzione della crisi deve e può passare solo per Bruxelles valorizzando il ruolo del Parlamento Europeo ed eleggendo persone realmente competenti in queste materie. Importante è pensare alla creazione di un sistema economico che ci consenta di non portare le materie prime a prezzi elevati come quelli del petrolio nello scorso autunno.
Interviene il consigliere regionale Lucio Tiozzo, che riporta tutto ad una dimensione più reale relazionando sui numeri di questa crisi. In Veneto nel solo anno 2008, si sono persi 21000 posti di lavoro di cui 4000 solo nel vicentino (25% di questi sono uomini e stranieri), 19500 in mobilità. Le crisi aziendali aperte nel vicentino in due mesi ammontano a 139. Il rischio è di arrivare al momento della ripartenza con le imprese chiuse e le famiglie sulla soglia di povertà, quindi senza strumenti per andare avanti. La Regione Veneto è l’ultima ad essersi dotata di una Legge regionale sul lavoro, i soldi messi in deroga sono terminati e siamo solo ad aprile.
Passa la parola a Federico Ginato, responsabile provinciale PD per gli enti locali . Secondo le stime se si guardasse solo al risvolto economico, gli enti locali attualmente non sarebbero in condizione di agire riguardo alla crisi. I vincoli del Patto di Stabilità li incatenano, azzerano le loro attività e, mentre negli altri Paesi europei i governi stanno stanziando dei fondi consistenti per far ripartire gli Enti Locali, in Italia si è fermi. Le soluzioni nel vicentino sono: mettere in campo delle intese programmatiche d’area permettendo agli enti locali di fare economia sui servizi, informatizzare i comuni per risparmiare, attivare i prestiti per le giovani coppie, favorire la vendita diretta di prodotti agricoli. Ricordandosi che la fiducia non parte dall’alto, ma dalla capacità di innovare e che grazie alla globalizzazione possiamo imparare molto anche dagli altri Paesi.
Elisa Cavalli
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