InformaMenti 1: Welfare e stato sociale
Inserito da roberto il Dom, 26/10/2008 - 16:46
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Luca Maffiotti, attento lettore e opinionista molto noto a chi frequenta il nostro blog, ci ha inviato il resoconto del primo incontro della scuola di politica dei giovani del PD, organizzata da Informamenti, che si è tenuta la sera del 24 ottobre con Renzo Corrà, del direttivo nazionale della CISL e Claudio Rizzato. Corrà ha riferito dei mutamenti accaduti nel mondo del lavoro dal primo dopo guerra ad oggi, ripartendo i 60 anni di storia in tre periodi: 1. Primo dopo guerra, dove il mercato del lavoro non aveva bisogno di flessibilità perché il sistema dava poche protezioni ai lavoratori; 2. Dagli anni ’70, dove con lo statuto dei lavoratori si introdusse il principio della giusta causa per il licenziamento, e dunque il lavoratore venne più protetto; 3. Dalla metà degli anni ottanta, dove la tipologia del lavoro dipendente venne sempre più diversificandosi fino ai nostri giorni in cui il principio della flessibilità è essenziale ad un mondo della produzione e del lavoro in cui, con la globalizzazione, la concorrenza si è fatta sempre più spinta. Se per le piccole e medie industrie tipiche del nord-est, che solo sotto certi aspetti può essere considerato faro per l’economia nazionale, è essenziale, per la loro sopravvivenza, l’innovazione, la flessibilità dei contratti di lavoro non dovrebbe servire soltanto per comprimere il costo del lavoro, ma dovrebbe essere vista in una prospettiva più ampia in cui si dà l’opportunità al lavoratore anche della giusta irreggimentazione in un sistema che preveda previdenza sociale, ammortizzatori economici, riqualificazione professionale e un sistema di regole che controlli il mondo del lavoro per non farlo diventare una vera e propria giungla d’asfalto. Rizzato ha riferito delle nuove emergenze demografiche, denatalità e invecchiamento della popolazione veneta, che non riesce più a far fronte ai bisogni della richiesta di manodopera dell’industria; essenziale quindi l’apporto della popolazione non comunitaria immigrata, che deve essere vista, in prospettiva, come la nuova linfa vitale della società veneta e non solo. In quest’ottica deve essere garantita l’integrazione e il rispetto delle nuove genti venute nel nostro paese per trovare nuove opportunità di lavoro e solo per una minoranza, aggiungiamo noi, per delinquere. Il Welfare, qui il discorso facendosi più politico, deve essere visto come una risorsa e non come un costo, visione tipica della destra; l’identità del PD, in quest’ottica, è basata proprio sulla particolarità della visione dello stato sociale e sull’idea di società che contraddistingue il popolo della sinistra, basata sulla solidarietà e sull’aiuto reciproco, che deve venire in primis dallo stato attraverso i servizi (scuola, sanità,…), e sull’integrazione del diverso (svantaggiato o straniero che sia). I casi particolari della nuova riforma della scuola e dei progetti riguardanti la sanità pubblica da parte del governo di destra, manifestano una scarsa attenzione all’importanza della solidarietà, alle pari opportunità per tutti, anche i meno abbienti, e all’integrazione della importante risorsa dei lavoratori stranieri e delle loro famiglie. Portare avanti questi principi, invece, rappresenta per la sinistra una grande opportunità per il futuro del governo politico del nostro paese; in questo senso per Rizzato la sinistra ha veramente compreso dove sta andando la storia e dove bisogna trovare le soluzioni ai gravi problemi della società. Speriamo! Luca Maffiotti |


