La cultura nel sottoscala
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Ha trovato invece opposizione interna da parte della Lega Nord che giustamente ha posto un problema pratico della gente che torna al lavoro in settembre e non sa dove mettere i bambini e gestire l’eventuale slittamento. Più una lieve (niente alzate di scudi, sia mai) protesta da parte dell’opposizione, quella vera. Ora, il problema posto dal Carroccio ci sembra quantomeno più che legittimo. Il problema di dove poter mettere migliaia di bambini diventa inevitabilmente direttamente un problema dei lavoratori che dovranno forzatamente ridisegnare i loro impegni e le loro esigenze per permettere ai figli di stare a casa da scuola fino al nuovo inizio. Inoltre, separatamente dal problema genitori/figli, ha anche fatto presente che la direttiva della Unione Europea prevede 200 giorni di scuola e cominciare dopo significherebbe riorganizzare il calendario per soddisfare il monito UE. Quindi che si farebbe? Si finirebbe a metà giugno con i ragazzi che già da un mese colano sudore a causa di questo clima impazzito? Oppure si punta a diminuire il numero di giorni indicato dall’Europa per quel che riguarda l’insegnamento? Questa forse sarebbe una proposta allettante per il nostro centro-destra: visto che un popolo ignorante è più facilmente gestibile, meglio ignorare le sue esigenze e spingerlo nel baratro da cui si stava tirando fuori a fatica e molto lentamente. E’ la linea del nostro governo e che sta facendo molto scalpore all’estero e poco in Italia: la scuola, peggio se pubblica, fa danni all’immagine del Re, quindi è meglio subordinarla alle volontà di qualche Dio superiore. Meglio se di nome fa Denaro. Scuole private privilegiate alle pubbliche, inizio della scuola sottomesso alle volontà del Turismo. Siamo un Paese che ha messo la cultura nel sottoscala e non ce ne poniamo nemmeno il problema. Le nostri migliori menti vanno all’estero e noi riduciamo i fondi per la ricerca. Il mondo si sta globalizzando, servono migliori relazioni con gli altri Paesi del mondo e noi impariamo il dialetto dalle elementari. Servirebbero più ore di scuola e noi puntiamo a cominciare dopo il 30 settembre. Non abbiamo speranza, senza futuro. Ma il futuro non cresce da solo, serve coltivarlo. E per coltivarlo serve pazienza, fiducia e soprattutto applicazione. Se ogni 3 giorni puntiamo allo smantellamento di uno dei settori dove il nostro Stato funziona di più, la scuola, vuol dire che del futuro a noi, interessa poco, perchè probabilmente ci fa comodo così. E allora auguri Italia, che ne hai tanto bisogno.
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La proposta del senatore del PDL Giorgio Rosario Costa di far cominciare la scuola dopo il 30 settembre ha trovato subito favorevole il ministro MariaStella Gelmini, parte della maggioranza e chiaramente le Federazioni del Mercato e del Turismo.