L'assemblea di Monastier - a cura di Alberto Simoni
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Guardare avanti
L'Assemblea Regionale del Partito Democratico, a Monastier di Treviso, si è aperta con l’inno d’Italia intonato da tutti i presenti, delegati regionali e semplici militanti interessati che (come la scorsa Assemblea) hanno potuto partecipare attivamente alla vita del nostro Partito. Dopo l’inno il Presidente Felice Casson ha ricordato, oltre alla tristezza del quadro politico attuale - sempre più somigliante, per una sua parte, ad un indegno mercato delle vacche - l’importante appuntamento delle prossime elezioni amministrative, che mai come quest’anno assumeranno un connotato politico, di potenziale sfiducia verso questo governo, statale e soprattutto regionale. Partendo da questo punto, dobbiamo dire che la ‘star’ di quest’assemblea è stata senza dubbio la nostra candidata per la Provincia di Treviso, Floriana Casellato, già sindaco di Maserada sul Piave, che con il suo intervento ha coinvolto e scaldato la platea, compreso il sottoscritto cui è parso vedere, nella Casellato, autentica passione ‘civica’. A lei i migliori auguri per queste elezioni. E’ seguito poi l’intervento del nostro Segretario regionale Rosanna Filippin che non poteva, come del resto hanno fatto molti degli interventi conclusivi della giornata (forse in maniera anche troppo ripetitiva), non soffermarsi per un po’ sulla discussa e discutibile fuoriuscita dal PD del consigliere regionale Andrea Causin, che ha pensato bene di rimanere al suo posto in consiglio, nonostante fosse stato eletto con i voti dei nostri elettori. La sua uscita, sostiene giustamente la Filippin, è parsa ancora più incomprensibile dalla sua motivazione: quella secondo cui il PD sarebbe ormai un partito con il dna socialdemocratico, dove non ci sarebbe spazio per i rappresentanti del mondo cattolico. Cosa questa smentita dai fatti, e oltrettutto piuttosto fastidiosa quando un singolo individuo si autoproclama, come Causin, rappresentante di quel mondo cattolico che sarebbe ormai messo in minoranza nel Partito.
Oltre a questo, indagini sulle preoccupazioni degli Italiani indicano una forte apprensione per i temi dell’economia e dell’occupazione, che assorbono tutte le altre paure, quale ad esempio la lotta alla criminalità. Ancora, fa riflettere il fatto che, prese le fasce dell’elettorato, il PD perde consenso nei giovani tra i 25 ed i 35 anni - in sostanza chi entra a pieno titolo nel mondo del lavoro - e tra gli operai. Si è passati poi ai gruppi di lavoro (Sanità, Territorio e Mobilità, Lavoro e Precarietà, Federalismo) che hanno sintetizzato le loro posizioni in 4 documenti che saranno disponibili, a breve, nel sito del PD regionale, perciò non mi dilungo. Dopo il pranzo, i lavori sono ripresi, con le votazioni degli o.d.g. circa il Nucleare, l’Acqua Pubblica e il Legittimo impedimento (che ribadiscono la posizione di netta contrarietà del partito alle proposte legislative del governo su tali tematiche). Infine vari interventi, che si sono soffermati sul ‘Tema Causin’, sulle posizioni del PD circa diverse questioni quali Fiat, Libia ecc.
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