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"Le priorità son altre! Non tagliate sulla scuola, è il futuro dell'Italia"

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Nella Giornata del 23 luglio 2008, l'On. Daniela Sbrollini ha incontrato gli insegnati precari della scuola che manifestavano contro i tagli del Governo davanti a Montecitorio. Dopo l'incontro L'on. Sbrollini ha chiesto la parola in aula e ha pronunciato il seguente intervento di cui riportiamo il resoconto stenografico di seduta.
 
 
                       
 
 
PRESIDENTE: Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l’onorevole Sbrollini. Ne ha facoltà.

DANIELA SBROLLINI: Signor Presidente, signor sottosegretario, onorevoli colleghi, ho chiesto di intervenire anche oggi perché, come sapete, davanti a Montecitorio stamattina si è tenuta una manifestazione dei docenti precari contro i tagli alla scuola e, in modo particolare, i tagli al personale, alle classi e ai docenti di sostegno. Queste persone chiedono garanzie sulla qualità dell’offerta formativa della scuola pubblica statale.
Questi precari – che ricordo sono precari già da molti anni - rischiano a causa dei vostri tagli di rimanere tali. Loro non chiedono – mi rivolgo al Governo – solo la loro legittima assunzione ma prima di tutto chiedono al Governo la difesa della scuola pubblica statale.
Per tali ragioni, come abbiamo fatto in questi giorni, noi del Partito Democratico non ci stiamo e non possiamo accettare, ancora una volta, che il Parlamento e il Governo continuino a dare priorità ad altro, come ad esempio al lodo Alfano, invece di parlare della vita dei cittadini, di tante donne, di tanti uomini e di tanti giovani che non ce la fanno più a vivere con salari così bassi, iniziando proprio dagli statali, dalle forze dell’ordine e infine, vorrei proprio soffermarmi su questo, dai tanti precari della scuola. Voglio ricordare a tutti i colleghi che si parla di tagliare circa centomila docenti. Parliamo di un taglio di circa otto miliardi di euro alla scuola, un terzo circa della manovra in atto, che vuol dire non solo non assumere i precari ma colpire ulteriormente la meritocrazia e la qualità della scuola.
Vi chiediamo davvero, lo chiedo in modo particolare al sottosegretario Vegas, che ci ha ascoltato negli ultimi due giorni, e anche al Ministro Gelmini (anche se non è in Aula ma so che oggi avrebbe dovuto incontrare e forse ha incontrato una delegazione dei docenti precari) di rivedere i tagli perché la scuola vuol dire davvero crescita, formazione e qualità delle coscienze. Significa qualità e formazione delle future generazioni. Vi chiedo davvero di pensare a ciò, al futuro della nostra società, che rischia di rimanere indietro rispetto al resto dell’Europa.
Vi chiedo, ancora una volta, senza demagogia di ripensare all’insieme della manovra e di ripensare davvero a cosa chiedono in questo momento i cittadini italiani
(Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
 
 
 
 

scuola

Sono felice che l'onorevole Sbrollini faccia sentire la voce di quanti, come me, pensano che il nostro futuro sia nell'educazione dei nostri figli e che di conseguenza sia un grave errore politico non investire nella scuola pubblica.

Giulia Andrian