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Li abbiamo smascherati, ora si dimettano!

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 (nella foto sopra un particolare della prima pagina del Giornale di Vicenza di oggi, nel seguito ed in allegato l'articolo completo)


Li abbiamo inchiodati! Ecco il primo pensiero che abbiamo avuto stamattina quando abbiamo aperto il Giornale di Vicenza. Prima pagina subito notizia sul sindaco e assessore, a pagina 9 articolo completo, con tanto di citazione a www.iodemocratico.it.
Bingo! Ma è stato tutto, quasi, troppo facile.

Ci cascano. Ci cascano come polli e nemmeno se ne accorgono. E una volta beccati, piangono. Piangono come bambini, minacciano di chiamare mamma, per farsi difendere. E dopo Bergamo ecco a voi i casi di Breganze e Trissino. Ad ognuno le proprie disgrazie!

Pensano di parlare tra di loro, ma lo fanno in piazza. Pensano di scrivere sul diario personale, ma lo fanno su Facebook. E probabilmente non sanno nemmeno quello che scrivono. Perchè sono come ragazzini del liceo impegnati a giocare a chi la spara più grossa. Per il gusto di sparare. Cazzate.

Ma l'adolescente del liceo deve ancora superare l'esame che lo dichiarerà maturo. Loro, invece, fanno parte di amministrazioni di due paesi, Breganze e Trissino e l'esame di maturità l'hanno fatto un pò di anni fa.

Per niente? Probabilmente sì.

 


A Breganze il Sindaco è chiaramente in balìa degli eventi. Prima lasciato da assessori e vicesindaco, in difficoltà nel far proseguire la giunta, tenta inciuci con forze politiche dell'opposizione e ora si ritrova messa alla berlina per aver svelato la sua vera natura fascista. Non deve essere un momento facile per lei, che tenta comunque di reagire. Goffamente però, se minaccia un'azione legale per la mancata violazione della privacy su facebook (!!!!) o teorizza slogan fascisti come intercalare tra i giovani d'oggi.

Dice di non mollare, avrà preso forse troppo alla lettera
quel disgustoso slogan che tanto è piaciuto all'amico Faccio?

Forse è meglio che per un pò lascino stare i consigli che vengono dal cuore e facciano una cosa, quella che richiedono tutti i cittadini con un minimo di buon senso: dimettetevi e lasciate il vostro posto a chi lo potrebbe rappresentare con più dignità!


Qui di seguito il testo completo dell'articolo del Giornale di Vicenza:

Lei che chiede al Pdl provinciale di prendere posizione sul caos della maggioranza di Breganze, lui che la conforta dicendogli che quella posizione ufficiale non arriverà e che quindi bisogna «andare avanti tutta». Al grido di “boia chi molla”.
Quattro chiacchiere come se fossero al bar, invece sono su Facebook, la piazza delle piazze, virtuali finchè si vuole ma dove le chiacchiere e goliardia diventano di dominio pubblico. Se poi sempre in “piazza” si inneggia al “boia chi molla” da ventennio, la frittata è fatta. E così nella terra del Torcolato si consumano liaison virtuali in salsa verde e voyerismo democratico.
Nella mattinata del 5 maggio Davide Faccio, assessore leghista di Trissino, scrive un post su Facebook nella bacheca del sindaco di Breganze Silvia Covolo, anche lei della Lega, che in merito alla mancata presa di posizione del Pdl vicentino sulle vicende politiche comunali risponde: «Ho la netta sensazione che rincorreranno le loro pecorelle smarrite... comunque “boia chi molla!”».

(...) L’assessore Faccio le fa i complimenti «per la mentalità che solo noi giovani leghisti abbiamo» e il sindaco di Breganze chiude con un «viva i giovani amministratori leghisti. Siamo noi ormai i più neri dei neri!». Così il dialogo tra il goliardico e il pseudopolitico tra i due militanti che pensavano di non essere visti ed ascoltati, si trasforma in battaglia politica.
È il circolo del Pd di Breganze a scovare il dialogo tra i due sulle pagine del social network e a trasferirlo sul sito del partito www.iodemocratico.it, tanto basta per scatenare una polemica che supera i confini del Torcolato. La prende con ironia il consigliere della civica “Immagina Breganze” iscritto al Pd, Alberto Rigon tra i primi a vedere il testo: «Il sindaco è stressato, queste frasi sono il riflesso di un nervosismo che si porta dietro da quando non ha più una giunta e nemmeno una maggioranza».
È indignata Silvia Covolo che ribatte decisa: «È stato strumentalizzato un dialogo con un amico, è stata violata la mia privacy in maniera indegna. Queste frasi sono comuni tra i giovani e non c’è nessuna connotazione politica, le frasi sono state scritte in un contesto di amicizia e non di propaganda politica. Volevo solo affermare che la Lega è un partito di destra. Sono ferita, qualcuno è entrato nella mia “bacheca” ed ha usato una discussione privata per fare polemica. Breganze non ha certo bisogno di questo e ai cittadini certe beghe non interessano. Nel mio Comune ci sono problemi ben più gravi, l’opposizione è caduta davvero in basso, non escludo un’azione legale».
E sulla querelle interviene anche Daniela Sbrollini, deputato del Partito Democratico, la quale definisce «inquietante un episodio che vede coinvolti amministratori che portano la fascia tricolore senza capirne il significato. Se si hanno cariche pubbliche - ribadisce la Sbrollini - non ci si può difendere dicendo che si tratta di slang giovanile. La Lega prenda posizione, chiedo una parola ferma su questo tema e ai due amministratori suggerirei di fare delle pubbliche scuse a due comunità importanti come Breganze e Trissino».
Intanto il “post” che tanto sta facendo discutere, è stato tolto da Facebook, nelle pagine dedicate al sindaco non c’è traccia delle frasi incriminate. Ma l’ardore resta. Interpellata sui problemi della sua giunta, la Covolo risponde: «... Non mollo».


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che squallore questi

che squallore questi politici....il sindaco di Breganze che si lascia andare a discorsi da bar senza senso e la sinistra che, priva di idee e programmi, imbastisce sul passo falso della Covolo una polemica che non ha mai fine....ma dov'è la politica fatta su argomenti veri ?

un abitante di Breganze

beh, insomma.. quindi "sempre tutti uguali"??

Caro abitante di Breganze (il nome permetterebbe un dialogo migliore, ma vabbene anche così se serve a rompere il ghiaccio), posso risponderti con adeguata preparazione sul punto dato che sono stato tra i candidati di lista alle ultime elezioni (quelle che hanno visto prevalere l'attuale Sindaco Covolo e la sua lista).

"Il Sindaco di Breganze si lascia andare a discorsi da bar senza senso": direi proprio di sì, e fatti dal Sindaco (con fascia tricolore esibita nella foto) è grave, politicamente parlando. Non sono discorsi che mi farebbe piacere sentire da parte di nessuno in realtà, ma il privato cittadino ha piena libertà di pensiero e parola.. il Sindaco un po' meno dato che porta con oneri ed onori del caso il simbolo della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza e dalla lotta antifascista.

"La sinistra imbastisce sul passo falso della Covolo una polemica che non ha mai fine": direi proprio di no.
La fine l'ha avuta questa polemica, proprio con le dichiarazioni ufficiali dei vertici leghisti in Provincia che hanno, sul punto e sul merito, preso ampiamente le distanze dalle parole del Sindaco di Breganze.
Davide Lovat, responsabile provinciale enti locali della Lega Nord, in un'intervista al GdV del 13 maggio (pag. 32), così diceva: «Se Silvia Covolo non ha capito cos'è la Lega Nord è meglio che si allontani dalla politica. Tanto più se riveste la fascia tricolore di sindaco, e ha il dovere di farsi capire da tutti i cittadini, non solo da quelli che l'hanno votata [..] Non possiamo più limitarci a formare tecnicamente i nostri amministratori locali, ma dobbiamo formarli politicamente, spiegare loro non solo come fare le cose, ma anche perché le facciamo».

"La sinistra, priva di idee e programmi..": anche qui, direi proprio di no.
Ripeto, ho avuto modo di partecipare attivamente alla costruzione della lista Immagina Breganze (civica, di centrosinistra) e ho ben coscienza di quante e quali fossero le proposte studiate per i futuri 5 anni di amministrazione del Comune; idee e programmi che tutti i cittadini hanno avuto modo di conoscere tramite un libretto di un certo spessore (a differenza dei semplici volantini delle altre due liste) distribuito a tutte le famiglie. Quelle idee, quei programmi erano tra l'altro il frutto di un complesso lavoro di ascolto e dialogo con la cittadinanza e le associazioni del Paese, portato avanti nei mesi precedenti attraverso una serie di ben 9 serate a tema ("Di che colore pensi il futuro?").
Quelle idee e quei programmi sono stati poi il punto di partenza dell'attività dei due cosiglieri comunali eletti (Messuri e Rigon), che chi frequenta le sedute pubbliche del Consiglio Comunale ha avuto modo di apprezzare per la preparazione e la minuziosa attività di studio e analisi con la quale han da subito inteso onorare il loro ruolo di minoranza ed opposizione.
A conferma della loro serietà, Messuri e Rigon hanno più volte ribadito come non fosse di per sè l'affaire Facebook il nodo del problema, ma «la sua inadeguatezza al ruolo per cui i cittadini di Breganze meno di un anno fa l'hanno chiamata a reggere le sorti del proprio paese».

Sempre aperti alla discussione, ma convinti che il tanto di moda "i xe tuti uguali" in questo caso non è proprio di casa.
Ah, scrivo qui, ma abito a Breganze pure io (a parte le parentesi universitarie a Ferrara). Per far due chiacchiere davanti ad un caffè basta uno squillo al telefono o un trillo al campanello di casa. La politica, soprattutto in Paese, è fatta tra persone in carne ed ossa.

Un saluto,
Alessandro Battistello