L'opposizione apre il cantiere: benvenuti nel nuovo centrosinistra
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Bersani voleva una piazza diversa e la piazza voleva una politica diversa. Il messaggio era sul piatto da mesi, e la risposta c'è stata: come coniugare una protesta alla deriva autoritaria del governo contro le istituzioni e la proposta di un'alternativa? La risposta è una soluzione rodata, si può dire pure vecchia, ma rinnovata nella sostanza. Già perché è vero che sul palco sono saliti tutti i leader dei partiti (o derivati) che avevano composto l'Unione ai tempi di Prodi (a parte Mastella, ovvio), ma è anche vero che i leader sono cambiati tutti (a parte Di Pietro) e lo spirito è stato diverso: parole come "rivendichiamo", "influenza", "memoria", "appartenenze" hanno lasciato il posto a "futuro", "ambiente", "diritti", "uguaglianza". Al posto di Bertinotti c'è Vendola (e scusate se è poco), è sparito Rutelli, all'ombra delle quinte Fassino e D'Alema, non più Pecoraro Scanio; Ferrero riparte da pochi e chiari temi con un'umiltà serena e decisa, che finalmente la federazione della sinistra ha riscoperto. E poi Sassoli, una Bonino "di governo" e rappresentanti del mondo del lavoro ed associazioni.
Insomma, molto è cambiato e finalmente tutti ruotano attorno al Partito Democratico, facendo materializzare all'improvviso un disegno innovativo che ricorda da vicino le idee del vecchio Walter. La sintesi sta nelle parole di David Sassoli che traduce la protesta: "Un bene prezioso come l'informazione pubblica va difeso e garantito da parti terze, che dev'essere a disposizione dei cittadini e non del Presidente del Consiglio. La televisione francese è piena di dibattiti elettorali ed approfondimenti in vista delle elezioni regionali" e la proposta: "Qui inizia il cantiere dell'opposizione con un dialogo tra tutte le forze di opposizione e preparare la sfida al governo. Abbiamo bisogno di ricominciare a discutere sull'autonomia del servizio pubblico, da cui i partiti devono stare alla larga." Il più incisivo è Bersani: "Democrazia e lavoro sono parole gemelle fin dalla prima pagina della Costituzione e ce lo ricorda la crisi: più picconi le regole e meno hanno voce e risposta i problemi della gente. Piano casa, IRAP, banca del sud, posto fisso.. sono tutte bolle di sapone, spot miracolistici ad uso di qualche telegiornale, mentre la sala macchina del governo continua a farsi gli affari propri, fino al paradosso di una legge "ad listam": un vestito su misura, che si rivela di misure sbagliate perchè il sarto è ubriaco." Poi traccia la rotta, mettendo al centro il tema del lavoro : "Noi dobbiamo creare regole migliori per il lavoro di domani, non distruggerle"; tocca poi gli altri temi caldi:"Dobbiamo migliorare la sanità pubblica, la scuola e l'università pubblica perché i grandi servizi devono essere tarati a partire dai gradi pilastri dell'uguaglianza e dell'integrazione. Teniamo su i nostri ideali, facciamoli parlare nella vita reale, quanto costa un medicinale ad un pensionato? che futuro vogliamo per il nostro paese? quello delle sanatorie per gli evasori e dei ragazzini che vanno a scuola con la carta igienica nello zaino?" E dichiara aperto il cantiere dell'alternativa: "Noi avremo nei nostri occhi l'Italia di domani e la costruiremo con poche parole: Lavoro, onestà, serietà, regole, civismo, le parole di una grande riscossa democratica." Poi, giù dal palco mette a fuoco: "Non ho mai avuto dubbi che fosse il momento di reimmergeci tra la gente, riavviare il dialogo tra le forze di opposizione. C'è un'incentrtezza, un'ombra sul tema del lavoro, soprattutto per le nuove generazioni. Regole e lavoro devono essere congiuntamente il tema principale su cui lavorare. Su Di Pietro non ho mai avuto dubbi, nessuno oggi può sottrarsi alla responsabilità dell'alternativa, ma la sua realizzazione non dipende dai leader politici, ma dalla voglia di riscatto della gente." Emma Bonino prende contatto con il suo elettorato. "Serve un modo nuovo di vivere e condividere la politica: cittadini e non sudditi, cittadini consapevoli di diritti e di doveri. Io sono qui e sono grata di essere la vostra candidata alla Presidenza. Spero di rappresentare tutti voi e anche di tutti coloro che pur avendo votato altro oggi sentano la necessità di legalità, onestà, pulizia e rispetto delle regole, decenza e decoro istituzionale. Quello che vi chiedo è di sentirvi ed essere tutti militanti di questa campagna. Sentitevi per qualche ora candidati presidenti: non siete voi ad essere con me, sono io ad essere con voi. Dalle elezioni può partire la riscossa democratica e civile di questo paese, avremmo mesi per portare avanti queste idee che ci hanno contraddistinto. Ringrazio Bersani, che mi ha infuso fiducia da subito perché non abbiamo fatto finta di essere uguali: stiamo dando prova che essere diversi può non voler dire essere contrapposti, ma costruire qualcosa di diverso e migliore." Nel cantiere dell'alternativa, chi non sembra ancora essersi messo elmetto e guanti è Di Pietro, che spende molto più tempo a criticare il governo ed il vecchio centrosinistra (con D'Alema non si staranno mai simpatici), ma comunque sembra in scia: "Noi dell'IDV non parleremo di altro che di liberare il paese dal despota Berlusconi. Questo governo non si occupa dei cittadini, delle aziende che chiudono, del debito pubblico che esplode; il nostro compito è di ricostruire il paese dalle macerie che questo governo sta lasciando al suo crepuscolo. Un impegno prioritario quindi, uno sforzo comune per abbattere il governo Berlusconi: bisogna vincere nelle urne e convincere al Governo. Oggi bisogna trovare la forza e l'umiltà di pensare al paese convincendo i partiti a fare squadra insieme per offrire al paese un'alternativa migliore." |


