non proprio tutti d'accordo
Inserito da Alessandro Batt... il Lun, 21/09/2009 - 21:16
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A darne notizia e' stato l'assessore all'Ambiente della Regione Calabria, Silvio Greco. Il 21 settembre “abbiamo approvato come giunta regionale una delibera ha spiegato Greco -per l'impugnazione della legge che, di fatto, legifera rispetto all'indicazione dei siti per l'installazione di centrali nucleari e depositi di scorie. In Italia, ad oltre 20 anni dalla chiusura del capitolo nucleare, abbiamo ancora tutti i rifiuti da smaltire e si pensa a nuovi impianti”. “Anche la Regione Liguria - ha aggiunto Greco - dai primi contatti che ho avuto si unirà a noi in questa azione davanti alla Consulta''. ''La Regione impugnerà questa legge - ha detto ancora l'assessore Greco - perché riteniamo di dovere fare una battaglia di civiltà”. Alla Calabria si aggiungono anche le Regioni Emilia Romagna, Toscana e Piemonte, che annunciano di impugnare di fronte alla Corte costituzionale la legge sull'indicazione dei nuovi siti per impianti nucleari e depositi di scorie. L'energia, ricordano le Regioni, e' materia concorrente sui cui il governo non puo' decidere dal solo. In particolare il ricorso della Regione Emilia- Romagna alla Corte costituzionale è contro alcune delle norme nazionali sulla realizzazione di impianti di energia nucleare: ''per salvaguardare le proprie competenze in materia di tutela del territorio, dell'ambiente e dell'autonomia degli Enti locali, nell'ambito di una materia che, per quanto riguarda i principi generali, rimane in capo allo Stato''. L'Emilia-Romagna ritiene che gli articoli 25 e 26 della legge 99 del 23 luglio 2009 ''non tengano conto del ruolo delle Regioni, limitandosi a prevedere un semplice parere in sede di Conferenza unificata e non una precisa intesa con la Regione interessata dalla realizzazione di impianti per la produzione di energia nucleare''. ''Non e' possibile - sottolinea il presidente Vasco Errani - che l'eventuale contrarieta' di una Regione ad accogliere un impianto possa essere considerata alla stregua di un semplice parere non vincolante. Per questo abbiamo deciso il ricorso alla Corte''. Occorre invece, secondo l'Emilia-Romagna, che in via preliminare ad ogni autorizzazione si arrivi ad una ''intesa forte'' con le Regioni interessate, nel rispetto del ruolo e della funzione definiti dalla Costituzione. Da parte nostra accogliamo con felicità questa posizione convinta e condivisa da parte di queste Regioni. In attesa di vedere se il nostro Veneto continuerà l'appiattimento politico e culturale sugli indirizzi governativi nazionali (e in questo tanto ci somigliamo con la Sicilia), noi abbiamo abbracciato la campagna "SITO DENUCLEARIZZATO", come vedete dal banner in alto a destra in home page. |




e qualcun'altro si accoda, o almeno invita a farlo
Lombardia senza nucleare
Comunicato stampa.
Nucleare: Formigoni segua l’esempio di Calabria e Toscana, si opponga alla legge Berlusconi che riapre le porte all’atomo.
«Non è una questione di schieramenti politici. Il nucleare non conviene al Paese e alla Lombardia e questo dovrebbero riconoscerlo tutti. Formigoni segua quindi l’esempio di Calabria e Toscana, ma anche Liguria e Piemonte sono pronte a fare lo stesso, e ricorra alla Corte costituzionale contro la legge votata dal centrodestra in Parlamento che riapre le porte al nucleare in Italia, passando peraltro sopra le Regioni e le comunità locali».
Lo dichiarano Carlo Monguzzi (Verdi) e Giuseppe Civati (PD), Consiglieri regionali lombardi dopo il ricorso alla Consulta annunciato oggi dalla Regione Calabria e da altre Regioni.
«Formigoni ha già detto pubblicamente che la Lombardia è autosufficiente per quel che riguarda la produzione energetica – continuano Monguzzi e Civati –; sia quindi conseguente e dichiari la nostra regione denuclearizzata. Con 24 miliardi di euro il piano nucleare di Berlusconi prevede l’installazione di 6400 megawatt al 2025. Secondo nostre stime - concludono i consiglieri lombardi - ricavate da studi del Politecnico di Milano e di altri enti di ricerca, con 20 miliardi spesi nel risparmio energetico, nella piccola cogenerazione e nelle rinnovabili ne realizzeremmo 50 mila di megawatt entro il 2020 senza esporre a inutili rischi la popolazione e creando molta più impresa diffusa, lavoro e innovazione. Cosa conviene di più?».
e siamo a 12
in continuo aggiornamento (per fortuna)..
23 settembre: Dopo Calabria, Emilia-Romagna, Toscana e Piemonte altre quattro Regioni faranno ricorso alla Corte Costituzionale in merito alla legge che in pratica esclude la competenza regionale dalla decisione sulle localizzazioni degli impianti nucleari. Si tratta di Marche, Liguria, Umbria e Lazio.
24 settembre: Si allunga a 12 l’elenco delle Regioni che faranno ricorso alla Corte Costituzionale in merito alla legge sui siti nucleari promossa dal Governo. Annunciano il ricorso alla Consulta anche Puglia, Sardegna, Basilicata e Sicilia.
da www.regioni.it