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perché no?

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Ci chiedevamo ieri cosa si potesse fare.
L'Unità oggi ci dà un piccolo suggerimento: «Ci è venuta così un’idea semplice, di quelle che sono tanto elementari da sembrare scontate ma in questo Paese, sapete, non si può mai dire. Ci è venuta l’idea di destinare i 460 milioni di euro che si spenderebbero  per fare consultazioni separate - le elezioni, il referendum - alla gente d’Abruzzo.
Sarebbe uno spreco criminale, davanti a quel che abbiamo negli occhi, giocare con le convenienze della politica. Un voto unico, allora, e quei 460 milioni per ricostruire scuole e palazzi, fabbriche e strade, ospedali».
 
Noi vi proponiamo di firmare l'appello (son già oltre 4000 i firmatari): http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=83770
 
 
 


Già ieri Marta Meo, dell'esectivo del PD veneto, aveva lanciato un appello via facebook al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi:
«Presidente Berlusconi,
l’Abruzzo ha bisogno di aiuti immediati per far fronte all’emergenza di queste ore e tra brevissimo tempo dovrà affrontare il più velocemente possibile la fase di ricostruzione. E’ per questo che un paese responsabile il 7 giugno, senza ombra di dubbio, sceglie di fare l’election day accorpando le elezioni europee, amministrative e il referendum risparmiando così quei 400 milioni di euro che potrebbero servire a ridare una casa agli abruzzesi che sono rimasti senza tetto, a ricostruire le scuole, gli ospedali e tutti gli edifici pubblici danneggiati o distrutti dal terremoto».
http://www.facebook.com/group.php?gid=70135647854


è una proposta di buon senso, una proposta scevra di polemiche. Quei 460 milioni di euro il PD li aveva già additati come copertura per l'assegno ai disoccupati. Ci è stato risposto picche. Adesso proponiamo che vengano impiegati per questo gesto di solidarietà. Soldi degli italiani, per italiani in difficoltà. Sempre quello rimane il significato.
noi semplicemente diciamo: perché no??