Porte girevoli
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Per ora tutti negano qualsiasi eventualità, ma il sospetto che c'è è molto molto forte. Con la politica delle alleanze pre-annunciata dalla mozione Bersani, c'è chi se ne va dalla porta, per poi, forse, rientrare dalla finestra. Un giochino che in politica ha sempre funzionato e che si è già pronti a rivedere. Cantava Francesco Guccini, nel lontano 1965 "...perchè è venuto ormai il momento di negare [....] una politica che è solo far carriera..." Cacciari è, pure lui, una di quelle persone che mollano per la vittoria di Bersani, ma che non segue Rutelli nella sua nuova avventura. Ma quanti, come lui, pensano a questa possibilità? Quanti stanno già annusando l'aria che tira attorno alla nuova-vecchia classe dirigente? Servirebbe un diverso modo di intendere la politica, di agire, di comportarsi. Servirebbe un diverso modo di accettare le vittorie e le sconfitte, ma soprattuto la volontà di 3 milioni di persone che si sono recate ad indicare una via da percorrere assieme.
Rutelli spiega il suo distacco dal Pd bersaniano con la "mancanza di discontinuità" rispetto al fu Pci. L' accusa, anche se con intenti differenti, si affianca a quella di Berlusconi con le sue geremiadi sui comunisti che sono sempre comunisti. Più in generale sono in parecchi, anche con le migliori intenzioni, a lamentare l' evidente ingombro degli ex Pci (dicoi molti milioni di elettori, non solo capi e capetti) nel nuovo partito. Dai neodemocristiani come Rutelli alle frange insofferenti (e oppostea Rutelli) che vorrebbero un Pd più laico e veloce, meno tattico e meno politicante. Avendo votato per Marino e non per Bersani, forse dovrei essere tra quelli che lamentano "la mancanza di discontinuità". Non fosse che mi pare poco sportivo,e anche poco intelligente, chiedere agli ex comunisti, che sono di gran lunga la componente più numerosa, nonché decisiva nel bene e nel male, della sinistra italiana, di sparire o di farsi evanescenti per consentire a Rutelli di sentirsi più a suo agio; o per consentire a Marino di sentirsi maggioranza non essendolo. La storia delle mosche cocchiere è lunga e in genere poco gloriosa. In un partito di massa bisogna sapere accettare di essere minoranza, e di pesare per quello che si conta e per quello che si vale. Marino lo farà, Rutelli no. Ma già lo sapevamo, che i laici sono più tolleranti dei clericali. |



E così, a pochi giorni dalla fine del nostro Congresso, cominciano a scaldarsi i primi motori. Cominciano a vedersi i primi frutti, i primi dissidenti se ne vanno e già si comincia a vociferare che Bersani non ha la capacità di tenere tutti assieme.