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Rutelli 10elode

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Non capita spesso di esprimere giudizi "personali" da queste colonne.
Non capita spesso di parlare, in generale, di Francesco Rutelli.
Capita ancora più di rado di parlarne in maniera positiva,
e non è mai capitato che si dimostrasse precursore delle linee di pensiero del Partito Democratico.
Oggi, tuttavia, ha finalmente smesso i panni dello sconfitto rancoroso, messo da parte nel centro-sinistra dopo la sconfitta elettorale del 2001, ed è tornato in corsa come candidato sindaco di Roma: aggressivo, ironico e sopratutto pronto a mettersi in discussione.
Chiaro che la notizia non è questa; Rutelli si è mosso davvero e ieri mattina, munito di biglietto ordinario integrato, 1€ per 75 minuti, è salito in autobus tra i cittadini e taccuino alla mano ha annotato osservazioni ed ingiurie della gente comune, uscendo dagli angoli protetti delle assemblee cittadine organizzate e salendo su bus e treni, esposto a reazioni e richieste dei comuni cittadini, anche se non suoi elettori.
In questo senso Rutelli mette in concreto, instrada una parte importante della rivoluzione del PD annunciata dal tandem Veltroni-Franceschini, e sperimentata da Marini, che nelle consultazioni sulla formazione di un nuovo governo, aveva interpellato rappresentanti degli industriali, commercianti e "società civile" in generale:
cecare di capire cosa la gente vuole e di cosa ci sia bisogno PRIMA di presentare un programma.
Tutto ciò appare, a parole semplice e scontato, e, situazione tragi-comica, lo è.
 
Qui deve nascere la forza del Partito Democratico, qui deve rinascere la politica in Italia.
Il vento dell'antipolitica non può passare ignorato o giudicato confuso per sommi capi, siamo tornati alla base ed abbiamo ottenuto una risposta insperata, di elezione in elezione vengono battute le stime e si muovono le basi delle rivoluzione culturale che deve riportare i cittadini alla politica diretta,con le primarie per candidati e temi, con i coordinamenti composti da 10,20,40 persone che sostituiscono "direttivi" di 4-5 e con la parità di genere che mobilita e scopre protagoniste le donne.
In questa chiave, la base deve tornare ad esprimersi ed il gesto di Rutelli è la consacrazione della nuova ottica: l'ascolto, che già avevamo assaggiato in alcuni passaggi del governo Prodi e nell'elezione diretta dei segretari ai vari livelli, è una formula vincente e si può pensare di allargarne l'applicazione a tematiche e programmi, riproponendola in forma più semplice e leggera; i forum tematici sono uno straordinario passo in avanti (ImmaginateVi spero possa esserne un esempio), ma per loro natura coinvolgeranno solo una parte dei cittadini: i democratici.
La rivoluzione culturale deve muovere un passo in più ascoltando i vari strati della società per mettere a fuoco i problemi più sentiti, ottenendo almeno tre cose fondamentali: un forte ritorno d'immagine, concretezza nei programmi ed un maggior consenso elettorale dovuto al conseguimento di risultati visibili e vicini alle persone.
Penso che l'iniziativa, semplice ed unilaterale di Rutelli vada vista sotto questa luce: la condivisione degli obiettivi è componente fondamentale per il loro conseguimento.
 
Ascoltare le cause prima di ideare le ricette? Si può fare!!
 
commenti e repliche saranno i benvenuti.