¡Sí se puede!
(Yes We Can!)Per tutti coloro che ancora si ostinano a NON credere che un altro modo di fare economia sia possibile,
eccovi una serie di dati che, come si suol dire,
si commentano da soli.
La Spagna é uno dei paesi che incontra maggiori difficoltá a rispettare i parametri del protocollo di Kyoto (attribuiti in base alle emissioni di CO2 di ciascun Paese nel 1990) essendo cresciuto economicamente molto di piú che gli altri paesi europei negli ultimi 20 anni. Nonostante tutti i problemi politici e sociali che ha,
il paese iberico (nessuno Stato é perfetto)
sta dimostrando a tutti che le energie rinnovabili non
sono un capriccio da
neo-figliodeifioriambientalista ma
una colonna portante dell’economia nazionale e che, a dispetto della crisi, sono l’unico settore in grado di crescere e generare posti di lavoro.Il CNE (Comisión Nacional de Energía) giovedí scorso con un comunicato
ha reso pubblico i dati sulla produzione di energia elettrica dal 1 al 29 novembre in Spagna:
IL 33% DELL’ENERGIA PRODOTTA PROVIENE DA FONTE RINNOVABILE. Significativo il contributo del comparto eolico (21,2% sul totale dell’energia), settore in forte crescita (la produzione rispetto a novembre 2008 registra un + 36,9%).
La REE (Red Eléctrica de España)
segnala invece
su base annua come del totale dell’energia CONSUMATA in territorio iberico
ben il 39,3% provenga da fonte rinnovabile; segue a ruota il gas (30,8%), il nucleare (20,4%), e per ultimi il carbone e il petrolio (14%).
Altro dato interessante: mentre le rinnovabili crescono, la Spagna ha diminuito IN UN ANNO la generazione di energia da petrolio e carbone del 35,6% !!!
Alla faccia di chi dice che i cambiamenti sono lenti e le energie rinnovabili inaffidabili.