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«Sono stati giovani unici e coraggiosi»

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Vi avevamo segnalato la ricorrenza ed il programma, qualcuno di voi c'è andato e si è emozionato. "Tantissima gente ragazzi, e la Rosy è stata davvero brava!". Ecco che il Giornale di Vicenza pubblica il suo reportage e noi, ringraziando la testata locale, ve lo riportiamo così com'è.

"Abbigliamento da montagna, leggero ritardo per essere rimasta imbottigliata nel traffico. Così Rosy Bindi si è presentata alla Zonta.

Chi, da lei, si aspettava un discorso ricco di spunti politici polemici, è rimasto deluso. La vicepresidente della Camera ha preferito, alla virulenza delle parole, la forza delle idee. Ben documentata sui fatti accaduti, ha attribuito all'eccidio di malga Zonta la patente dell'"unicità", perché «questi giovani di neppure vent'anni erano unici, coraggiosi, in pochi contro lo strapotere delle forze nemiche».

Poi, la Resistenza «guerra di un popolo» non disposto a rimanere neutrale. Davide contro Golia. «Qui hanno fallito, ma dopo il bene ha prevalso sul male».
Ecco, l'attualità: del tricolore simbolo di unità, della Costituzione «contro cui si vuol scendere in piazza», dell'impegno di ognuno per non disperdere la memoria. «Nessun revisionismo può mai violentare la storia…». L'eccidio di malga Zonta: «Viola che salva la vita a due prigionieri tedeschi. Perché? Perché, chi sta dalla parte del giusto, sa praticare la bontà»



   A ritrovarsi domenica a Malga Zonta, sui pascoli montani di Folgaria, vicino a Passo Coe, sono state più di mille persone, partecipi del 66° dell'eccidio nazifascista del 12 agosto 1944. Per onorare la memoria della formazione partigiana comandata da Bruno Viola "Marinaio", oltre a sindaci vicentini e trentini, i rappresentanti delle due Province, dell'Anpi e delle associazioni d'arma. Vari gli interventi prima dell'attesa orazione ufficiale, affidata all'on. Rosy Bindi, vicepresidente della Camera, e dopo la solenne deposizione delle corone alla lapide che riporta il nome di 17 caduti, tra cui 3 civili, vari interventi.


Il sindaco di Folgaria, Maurizio Toller, ha affermato che Malga Zonta è motivo di riflessione per tutti. «Questi - ha detto - erano luoghi di scontro, e, oggi, d'incontro; erano montagne di guerra, oggi, di pace».
Poi, il sindaco di Schio, Luigi Dalla Via ha sottolineato che bisogna andare sui luoghi della Resistenza per comprenderla, «proprio ora che nel Paese il dibattito politico è così lontano dai principi espressi dalla Costituzione, che si vorrebbe modificare e che invece è la guida del nostro agire».

Per la Provincia di Vicenza è intervenuta Maria Nives Stevan. Ricordando che la storia ci insegna tanto, l'assessore ha definito l'episodio della Zonta, come altri eccidi, motivo per capire che il raggiungimento della libertà presuppone una dura lotta. «Questi sono degli eroi, ma soprattutto degli esseri umani, attesi a casa e amati, che lottarono per essere liberi in un mondo più giusto».

Novità son venute da Giuseppe Ferrandi, direttore del Museo storico del Trentino. Da un lato, ha fatto il punto sulla nascita del "Parco della memoria", che interessa 34 comuni veneto-trentini, con testimonianze che vanno dalla Grande guerra al 2° conflitto mondiale fino alla Guerra fredda: «In tale contesto Malga Zonta è luogo simbolo e crocevia di memorie e di presenze». Ferrandi ha poi fatto luce, grazie alle sue ricerche, sull'eccidio di Viola e dei suoi. Non un fatto casuale, ma un'azione di guerra, chiamata "Operazione Belvedere", con un rastrellamento capillare compiuto da reparti specializzati in stragi, come il Gruppo Burger. Ferrandi ha snocciolato i nomi dei comandanti autori dell'eccidio. «Furono tutti decorati - ha aggiunto - con le seguenti motivazioni: validi combattenti, appartenenti alle SS, di razza ariana, non sposati a ebree o mezze ebree…».

Infine l'intervento di Rosy Bindi e la messa celebrata da don Enrico Prett."
 
 - per il Giornale di Vicenza, pezzo di Giovanni Matteo Filosofo -
 
 

update: E' stato pubblicato su www.puntualizziamo.it la sintesi video dell'intervento dell'on. Rosy Bindi. Per vederlo clicca qui.