Un mal ejemplo - traduzione di Carlo Bindoni
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Sentenza Corte Costituzionale: come ci vedono i “cugini” spagnoli. Qui vi riporto un breve estratto di un articolo apparso sul quotidiano ABC venerdí 9 ottobre 2009 (editoriale pag.10). Dall’art. “Un mal ejemplo” di M.Martín Ferrand. In questo stesso istante, qualcuno tra i presenti, sia che fosse per ragioni di gerarchia, o di entusiasmo o di ambizione, si affrettava a iniziare il seguente passo formale: “¡Viva Franco!”. Anche allora in coro, e come espressione del sentimento piú o meno sincero, i presenti rispondevano: “¡Viva!”. Peró Franco non ebbe mai la tentazione né il malgusto di capitanare egli stesso la voce della sua gloria e della sua arroganza. Silvio Berlusconi, al contrario, non ha bisogno di un adulatore di turno, un direttore per i cori della sua adesione forzata. É lui stesso, senza nessuna vergogna, a intonare il “Viva Italia” con il “viva Berlusconi” rimanendo nella sua pace interiore, come Giulio Cesare dopo aver attraversato il Rubicone o, forse ancor meglio, come Bruto dopo aver pugnalato Cesare. [...] (ndt: segue breve CV di Berlusconi da Craxi ad oggi) Ció che é veramente scandaloso é che il Parlamento Italiano, solo poco piú di un anno fa, approvó la norma (ndt: il Lodo Alfano) che ora revoca la Corte Costituzionale. É un altro segnale di allarme che, ora e subito, dovremmo interiorizzare riguardante la crisi presente nelle democrazie del Continente. La partitocrazia e i suoi eccessi, la corruzione di uno e l’irresponsabilitá di altri, pongono in questione una strada che durante due secoli e molte difficoltá, hanno marcato l’essenza stessa dell’Europa. Berlusconi, oltre a un cattivo esempio, é un avviso.
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