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Un Paese dalla memoria corta?

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L'11 settembre 2008 su L'Espresso vennero pubblicate con il titolo "Così ho avvelenato Napoli" le dichiarazioni del pentito Gaetano Vassallo relative alle indagini sul traffico di rifiuti gestito dalla camorra, in cui lui stesso dichiara di aver seppellito un milione di merti cubi di rifiuti pericolosi. Queste dichiarazioni chiamavano direttamente in causa Nicola Cosentino, sottosegretario all'economia dell'attuale governo Berlusconi e primo nella lista dei possibili candidati a sostituire Bassolino alla presidenza della Campania. Una vera bomba mediatica che, ispiegabilmente, cadde nel vuoto venendo presto risucchiata nel silenzio della malavita organizzata. Ce ne siamo dimenticati? Passaggi come questi di seguito non possono certo lasciare indifferenti:

"La mia conoscenza con Cosentino risale agli anni '80, quando lo stesso era...appena uscito dal Psdi e si era candidato alla provincia. Ricordo che in quella occasione fui contattato da Bernardo Cirillo, il quale mi disse che dovevamo organizzare un incontro elettorale per il Cosentino che era uno dei 'nostri' candidati ossia un candidato del clan Bidognetti. In particolare il Cirillo specificò che era stato proprio 'lo zio' a far arrivare questo messaggio".

"Cosentino mi disse che si era adeguato alle scelte fatte 'a monte' dai casalesi che avevano deciso di realizzare il termovalorizzatore a Santa Maria La Fossa. Egli, pertanto, aveva dovuto seguire tale linea ed avvantaggiare solo il gruppo Schiavone nella gestione dell'affare".

L'intervista integrale qui, su espresso.repubblica.it


        e a un dio senza memoria, non credere mai.