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Una serata tra i Padani

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Che ci fanno 3 democratici alla sagra padana di Schio?
Arrossiscono d'invidia.

L'autoironia è davvero importante per vivere da democratici da queste parti, fattostà che nella bolgia della prima serata della festa leghista di Schio, 3 dei nostri c'erano. Eccone un resoconto.

"Da 13 anni la Lega organizza la propria festa sullo stesso piazzale in cui un anno fa ci fu la Festa Democratica, ma davvero arrivandoci lo scenario era diverso.


Auto ovunque, parcheggi adiacenti pieni, e qualche clacson a tradire il nervosismo dei presenti.
Ad attenderci all'ingresso i soliti manifesti "Roma Ladrona", "Paroni a casa nostra" e "Prima il veneto"; la seconda repubblica può pure affondare, ma la Lega è fedele a se stessa.
Il gazebo d'ingresso è dei Giovani Padani, c'è il foglio di una raccolta firme, qualche volantino di vaga propaganda, ma non il testo, si firma in bianco.
Una volta dentro troviamo quello che ci aspettavamo: sono tantissimi e sono ovunque, i tavoli dove cenare sono piene, il chiosco della birra è preso d'assalto, la pista da ballo è già viva, e sono solo le 21!

 

 

 

 

 

Giulio è sempre a caccia di gadget, ma viene presto deluso, la Lega non regala nulla; una bancarella di Lombardi propone le solite bandiere e portachiavi, ma anche portaocchiali, un vasto assortimento di magliette in stile "barzellette su Maometto", e queste imperdibili mutandine, ma tutto a pagamento.

 

 

 

Si passa allo stand dei libri: dei 2 libri!

Uno è una monografia originale, più o meno suona
"La coraggiosa storia di Joanìn e de la so contrada"
 
L'altro è un vero capolavoro:
"Donne Italiane.....tutte puttane"!
 
<<Il titolo è chiaramente provocatorio, è la tipica frase che gli immigrati dicono di noi, mentre invece  se noi solo ci azzardiamo che gli diciamo tanto così, il giorno dopo che lo sanno tutti sembra che tu non gli puoi mai dirgli niente, l'ho scritto io.>>
 
L'ultimo stand è quello di federcaccia: una capanna coperta da una rete mimetica che lancia un rumore di sparo ad intervalli regolari.
La gente ci si accalca dentro e ci mettiamo un po' prima di capire: infondo c'è un maxi-schermo, un ambiente vagamente naturale di un fiume, ogni tanto si alza in volo un'anatra che il cacciatore prontamente abbatte facendo incrementare il contatore sotto. E tutti ad incoraggiarlo.

All'improvviso, mentre siamo al chiosco per la prima birra, viene annunciato il Senatùr, il palco si popola di una quindicina di persone: consiglieri di ogni sorta, Bossi e soprattutto il Trota.
Ovviamente il decrepito leader comincia a parlare a braccio, volume basso, non si capisce nulla perché biascica le parole.
Tutto il pubblico si avvicina al palco ed inizia uno sproloquio con insospettabile calma, senza particolare enfasi parla del programma della Lega: federalismo demaniale, poi fiscale, ed in fine decentramento (che alla fine significa spalmare i ministeri tra le varie città d'Italia).
Cede la parola nello stupore generale. Sinceramente sono molto deluso, non capisco, sono meno di 10 minuti che parla, possibile? Sale in cattedra il sindaco di Treviso (sindaco ombra di Gentilini ovviamente), si chiama Gobbo.
Comincia così uno sproloquio nel quale, mezzo in dialetto, mezzo in italiano, comincia a vomitare odio verso tutto ciò che non è Lega , condendolo e giustificandolo con una marea di balle, la perla è: "Le regioni del Nord hanno solo una minima parte dell'evasione fiscale, mentre ci sono regioni del sud che non presentano neppure il bilancio".
Bohhhh.........
L'intervento rinvigorisce il senatùr, che ora è carico, ed esalta Zaia contro quel farabutto di Galan, rilancia la secessione, qualcuno guida "Fuori le doppiette", ma è lui a raffreddare "Dobbiamo prenderci tutto il possibile con le vie democratiche, per quanto riguarda le doppiette, impareranno che non si devono sfidare popoli come i Veneti."
Quanto alle balle
" noi siamo gli unici che versano parte dello stipendio al movimento perché lo faccio io, e se lo faccio io, lo devono fare tutti, quelli degli altri partiti, se lo tengono lo stipendio".
Il pubblico, finora zitto, ubbidisce agli slogan "Veneto....libero, padania....libera, Bossi, Bossi...."
MI giro e scorgo un altro manipolo di curiosi democratici, che mi spiegano presto di esser lì a "controllare la situazione, siamo tanti anche se ben nascosti!"
 

 


 

Infine sale in cattedra "il Trota", ovvero il figlio Renzo.
Ovazione contenuta, poi lui attacca ripetendo per filo e per segno il programma già espresso prima, sui vari federalismi ed il decentramento che
"restituirà ai veneti migliaia di posti di lavoro, perché io che sono giovane penso ai giovani ed a dar loro i posti di lavoro".
Poi sfora " lunedì sarò a Bruxelles per trovare una soluzione al problema delle quote latte".
Chiude così, nei soliti cori; sul palco un brindisi che accende l'unico commento che sento attorno "Però la bottiglia, qua non la passano mica, eh?"
Il triste spettacolo si chiude con il coro del "Va Pensiero", cantato a squarciagola, sul palco, ma giù le truppe sono mute.
 
Perché? Disaccordo? Smarrimento?

Certo che no, solo che i militanti della Lega, che sembrano un esercito scelto, pericoloso e determinato, semplicemente non sanno il " Va Pensiero", semplicemente perché non gl'interessa.
Già, e non vale solo per l'inno; in tutta la sera non si è sentito un commento, una discussione, uno scambio d'opinioni, nulla insomma di quanto ci si aspetterebbe ad una festa di partito.
Scopriamo così, la genialità del nome: non festa, raduno, o che altro , ma "sagra padana", se magna, se beve, e se scolta, tanto basta, al massimo si risponde ad un coro imposto, ma nulla di più, la Lega non chiede davvero nulla tranne la croce sulla scheda.
E noi che pensiamo sempre a come fare ad inseguirla......

 

 

 

 

 

 

 

Ad essere sinceri, noi comunque la serata ce la siamo goduta, peccato se non siamo riusciti a sentirci "davvero leghisti" neanche per un momento, ma almeno ci abbiamo provato, così, per gioco.


 

valerio

una cosa molto kitsch.
l'unica cosa degna di nota è lo spara all'arna della federcaccia.
un torneo di biliardino o di ping- pong la surclassa.
quanta gente c'era?

c'era il mondo

Ciao Valerio, ti dirò, più che kitsch, era mooooolto veneta come atmosfera, con ragazze 20enni che parlavano come vendemmiatori di collina. Erano davvero tanti, penso che 2-3000 possa essere indicativo. Guarda, io piuttosto metterei su un torneo di playstation con maxi schermo,ma la caccia........, però a giocare a ping-pong, D'Alema contro Bersani alla festa del PD, sarebbe un gusto.