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Urne piene, piazza vuota, la festa di Schio

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( parole chiave: )

Domenica sera la terza festa provinciale del PD, si è chiusa proprio come era cominciata, in un confuso turbinio di rumori metallici e schiamazzi degli attivisti in piena attività di smontaggio.

Dopo 4 giorni di incontri, dibattiti, birre e mangiate sono stati ammainati striscioni e bandiere, calati i gazebo e capannoni. Nelle teste degli organizzatori e dei politici è tempo di bilanci e riflessioni per il futuro. A tre settimane dalle vittorie dei ballottaggi, una dall'entusiasmo del referendum, alla festa è mancato un protagonista fondamentale: il popolo del PD; attivisti e simpatizzanti infatti, hanno risposto alla chiamata in modo tiepido la domenica, scarno gli altri giorni.

Il palco c'era, si sono succeduti nell'ordine Sbrollini, Franceschini, Sradiotto, Concia, Puppato e Serracchiani, tutti molto apprezzati e seguiti dai presenti.

La sostanza di Marco Stradiotto e Laura Puppato, si è intervallata al patos di Paola Concia e Debora Serracchiani, assolutamente deciso l'intervento di Dario Franceschini, che al solito interpreta in modo perfetto il momento politico nazionale e raccoglie la critica della platea "basta con i Calearo e i Luigi Berlinguer".

Un plauso partcolare va riservato ai Valdagnesi ed al gruppo di Giavenale, che hanno proposto una cucina di livello assolutamente sorprendente per una festa.

E la gente? giovedì e venerdì molto rada, per lo più presente solo durante l'intervento di Franceschini; sabato qualcosa meglio; domenica partecipazione sufficiente, ma sempre sotto le aspettative. Pensare che dopo ballottaggi e referendum, sembra che ci sia stato un generale risveglio dal letargo dell'Italia tele-dipendente progettata ad Arcore.

Ad ogni modo gli organizzatori possono dirsi soddisfatti della gestione: si è discusso dei grandi temi in agenda, i volontari hanno lavorato con lucidità e coordinazione, una macchina efficiente.

Tuttavia la riflessione su questo successo a metà passa ora alla politica parlata, quella che discute e riflette su parole come "attaccamento al partito", "visibilità", "consenso", "partecipazione", "capacità comunicativa"; una riflessione pesante, non facile, da cui far scaturire un progetto di relazione ai cittadini, almeno ai simpatizzanti per cercare di recuperare almeno la loro voglia di prendere parte alla vita di partito, allo sviluppo ed applicazione delle idee.

 

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Un ringraziamento particolare a Giuseppe Peronato, fotografo che ha reso possibile questo momento di egocentrismo

risposta di giuseppe Peronato su gdvi.it

La festa la fanno i volontari

Domenica sera si è conclusa la seconda Festa democratica provinciale di Schio, la quarta organizzata in Provincia di Vicenza da quando è nato il Partito Democratico nel 2007. Queste feste, che sono un’antica consuetudine in regioni come l’Emilia Romagna o la Toscana, sono ormai diffuse anche nelle regioni del nord e nella nostra provincia. Solo il Partito Democratico può vantare infatti un calendario di oltre 2000 feste all’anno in tutt’Italia, da quelle organizzate da piccoli circoli locali fino alla grande festa nazionale che quest’anno si svolgerà per due settimane a fine agosto a Pesaro. Alla Lega che pretendeva tempo fa di essere l’unico partito popolare, Bersani ha risposto così: “se mi chiedono quanto deve costare uno spiedino per non rimetterci, io glielo so dire… lo chiedano a Berlusconi…”. E l’abbiamo visto anche alla Festa di Schio, dove non si sono mangiati non solo spiedini, ma anche paella, frittura di pesce, orecchiette con le cime di rapa e tanti altri piatti degni dei migliori ristoranti.

Gli amici di Iodemocratico facevano notare come dopo la vittoria alle amministrative e al referendum si sarebbero aspettati un po’ più di pubblico alla festa di Schio; capovolgendo il famoso adagio: “urne piene, piazze vuote”. Se fosse sempre così, potremmo veramente metterci la firma. In realtà, credo non ci si possa troppo lamentare dell’affluenza di pubblico. Si è vista parecchia gente alla Festa di Schio, venuta per conoscere esponenti di spicco della politica nazionale come Enrico Letta, Dario Franceschini, Paola Concia e Debora Serracchiani oppure semplicemente per passare del tempo in buona compagnia. Tutti i dibattiti serali sono stati molto seguiti. In particolare l’evento conclusivo con Debora Serracchiani ha registrato la presenza di oltre quattrocento persone, molte delle quali rimaste in piedi all’interno e all’esterno del tendone principale della Festa. Un po’ meno bene sono andati gli scontrini dei pasti, complice forse la crisi e i prezzi necessariamente alti per sostenere gli alti costi dell’organizzazione.

Ma io credo che la questione centrale non sia tanto il pubblico che è venuto per passare una serata alla Festa, quanto il gruppo che si è formato all’interno dei tantissimi volontari che hanno lavorato per la realizzazione di questa festa. Perché durante la festa non c’era il catering, neanche il service audio, ma solo il lavoro di tantissimi militanti, giovani e meno giovani, che hanno dato veramente anima e corpo per la riuscita della festa. E segnaliamo che non c’è stata solo una straordinaria presenza di giovani (e il ringraziamento va in particolare ai Giovani Democratici del Thienese), ma anche e soprattutto un gioco di squadra tra le vecchie leve e i giovani militanti che hanno lavorato assieme in questi quattro giorni. È in queste occasioni che si vede cos’è un partito di popolo. Perché la festa non è solo un momento di pubblicità esterna del partito, ma anche un fondamentale momento di crescita interna del partito. E la vera festa la fanno proprio i volontari.

Giuseppe Peronato

Missione compiuta ... Guardiamo oltre !!!

Carissimo Roberto,

la tua analisi e il tuo sottolineare una presenza non travolgente di persone la si spiega con la tua grande passione politica e il tuo impegno disinteressato verso questo PD. Alle volte le attese sembrano non raggiunte, ma ti posso garantire che non è questo il caso!!!
Ho frequentato la festa Giovedì e Domenica (i 2 giorni centrali li ho passati a Genova quale delegato alla Conferenza Nazionale per il Lavoro del PD) ho potuto vedere il grande lavoro dei volontari impegnati in cucina, nell'ingresso e nei diversi punti allestiti nel piazzale. La gente ha partecipato, le presenza ci sono state, capannone pieno durante i dibattiti anche in orari difficili (uno su tutti Franceschini alle 18:00) e così via...
Insomma abbiamo fatto vedere che siamo un partito vero con coraggio determinazione e idee da proporre al paese.
Concordo con Giuseppe Peronato, questa festa ha contribuito a rafforzare il PD Vicentino, ci siamo conosciuti, abbiamo lavorato gomito a gomito e abbiamo portato a casa una festa riuscita.
Non cadiamo nella rete del tipo: si poteva far di più,potevano partecipare più persone ecc...
La provincia aveva i manifesti in molti comuni, striscioni sovrastradali, volantini consegnati ai circoli, il messaggio è passato.
Ora rimbocchiamoci le maniche e guardiamo alle prossime scadenze, tra poco saremo sommersi dalla discussione e preparazione delle elezioni provinciali. In primavera serviranno le urne piene per tentare l'inversione di rotta in una provincia che non ha gestito il territorio, non ha coordinato gli eventi, si è fatta bella con gli annunci ma alla fine facendo i "conti della serva" si trovano con un bilancio delle cose fatte molto scarso. Ora tocca a noi, mettiamo in piedi un percorso condiviso per giungere quanto rpima alla definizione del progetto e del gruppo che il PD vuole promuovere. Da qui, prima elezione territoriale (completamente gestita da noi senza paletti dal nazionale) in cui spendiamo il valore del PD Vicentino. Dovrà essere un terremoto, un segnale forte all'intera provincia, una nuova pagina da scrivere con i colori Bianco Rosse e Verde del nostro simbolo.
Senza paura di rischiare e di promuovere facce nuove in un territorio che cerca novità e che non può più affidarsi ad una Lega che ha concluso la sua spinta emozionale (vedi lo schifo di Pontida) !!!

Andrea Zorzan