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«Mandali in malora!» - a cura di Manuel Righele

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«Indietro non si torna».

Perentoria, da Vicenza, giunge la risposta di Walter Veltroni alle preoccupazioni di quanti chiedono che movimenti correntizi e personalismi lascino spazio al futuro.

Anche Achille Variati, il sindaco della città del Palladio, ha un consiglio da dare a Veltroni su quanti hanno la testa rivolta al passato: «Mandali in malora anche se hanno grandi nomi.

 

Venerdì scorso all’inaugurazione della nuova sede del PD vicentino, trecento convenuti hanno accolto con uno scrosciante applauso la visita del leader nazionale. Per l’occasione erano presenti gli onorevoli Daniela Sbrollini e Massimo Calearo, i consiglieri regionali Claudio Rizzato e Giuseppe Berlato Sella, la segretaria Rosanna Filippin, molti assessori della giunta cittadina, molti sindaci del centro sinistra e gli stati generali al completo del Partito Democratico, oltre ad un nutrito numero di amministratori, tesserati e simpatizzanti.

 

Veltroni ha ribadito ciò che va dicendo da sempre, che il PD è nato «per cambiare radicalmente il Paese. Ogni paese europeo – ha aggiunto il segretario – ha conosciuto una stagione di grandi riforme, le più recenti sono avvenute in Inghilterra con Tony Blair e con Zapatero in Spagna. In Italia, invece, abbiamo dal 2001 Berlusconi che ha governato per sette anni e per i restanti è stato capo dell’opposizione e cosa è cambiato? Nulla».

Una sola stagione, a parere del segretario, ha saputo imprimere una spinta al Sistema Italia, ossia il primo governo Prodi, nelle cui fila sedevano Giorgio Napolitano come ministro dell’Interno e Carlo Azeglio Ciampi al Tesoro.

 

«Nel 2009 il PIL calerà del 2% - ricorda Veltroni - e Tremonti ha saputo solo dire che non si torna al Medioevo, ma ai livelli del 2005-2006. Anche allora governava Berlusconi. Questo significa che ogni volta che governa la destra il PIL cala di due punti».

Un altro applauso accoglie il bon mot del segretario. Veltroni, però è un galantuomo e si affretta a riconoscere «per onestà intellettuale» che non si può far carico a questo Governo della crisi. Ciò che gli si può imputare, però, è l’incapacità con cui la sta affrontando.

«Siamo di fronte ad emergenze sociali che così tutte insieme non si erano mai presentate. La cassa integrazione è aumentata del 526% in un anno, tre imprese su quattro non hanno accesso ad una linea di credito bancaria, lavoriamo per pagare le tasse fino al 23 giugno e questa data, il tax freedom day, si è spostata di due giorni in avanti, il che vuol dire che la destra ha aumentato le tasse».

 

Ma Veltroni non si ferma e non lesina di lanciare qualche strale ad indirizzo della Lega, vicina di casa del PD qui a Vicenza, visto che la sede del Carroccio è giusto dietro l’angolo. «Gli sbarchi di clandestini sono aumentati – continua infatti nel suo elenco il segretario – si parla di sicurezza, ma, lo ricordava in questi giorni l’Espresso, anche le rapine sono aumentate. Il movimento di Lombardo e la Lega Nord hanno preso le distanze dagli ultimi provvedimenti del governo, ma la Lega non può dire una cosa nel territorio e poi scegliere qualsiasi compromesso pur di tenersi le auto blu».

 

Veltroni conclude, quindi, il suo intervento tornando a parlare del Presidente del Consiglio.

«E Berlusconi che fine ha fatto? – chiede maliziosamente - È sparito. I leader Europei sono impegnati nei negoziati per la questione mediorientale, la crisi è nel pieno del suo corso e lui dov’è. Ieri (giovedì 15 gennaio – Nda) non c’erano né lui né il ministro Tremonti. Hanno posto la fiducia per non affrontare 110 emendamenti, 110 non 10.000, 80 dei quali presentati dalla loro maggioranza!».

In una parola – conclude Veltroni - la destra non ha mantenuto le sue promesse. Il Pd, invece, continua ad essere coerente con quanto aveva detto in campagna elettorale, non soltanto con le parole, ma con i fatti».

 

Manuel Righele