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Altra puntata della vicenda che vede contrapposti il sindaco di Zugliano e le opposizioni. Il 19 gennaio il giudice dovrà decidere se un volantino uscito nella primavera scorsa era lesivo dell'immagine del primo cittadino Romano Leonardi, che ha deciso di citare a giudizio chi aveva commissionato il documento.
Ora sulla questione interviene il consigliere regionale del Pd Claudio Rizzato con una nota ufficiale. «Ricorrere alla denuncia all'autorità giudiziaria per risolvere le controversie politico-amministrative citando i rappresentanti dell'opposizione come fa il sindaco di Zugliano - scrive Rizzato - pare veramente un modo assai bizzarro e decisamente inusuale di intendere la democrazia». Rizzato, al proposito, ha presentato una interrogazione a risposta immediata con la quale chiede alla Giunta veneta di sostenere il «diritto dei consiglieri e dei partiti d'opposizione di Zugliano di esercitare critica e dissenso nei confronti del sindaco, invitandolo anche nelle scelte urbanistiche a rispettare il metodo del confronto partecipativo previsto dalla Legge urbanistica regionale n. 11/04 senza guastare, in modo irrimediabile, i rapporti con i consiglieri di minoranza eletti anche loro dai cittadini così come il sindaco». «Fino a prova contraria - commenta Rizzato - la diffusione di volantini elettorali, le critiche all'amministrazione da parte dei consiglieri o dei loro referenti politici, seppure non gradite, costituiscono esercizio di democrazia e il sindaco che rappresenta tutti ha il dovere di rispondere con gli strumenti della democrazia». Leonardi ha reso noto che la decisione di arrivare in tribunale è stata dettata dal fatto che l'opposizione, invitata a ritrattare ciò che aveva scritto, non ha accettato l'accordo. La minoranza, invece, ha risposto che, essendo dati veri quelli riportati, non avrebbe fatto un passo indietro. articolo apparso ne: Il Giornale di Vicenza Giovedì 08 Gennaio 2009 PROVINCIA, pagina 22 p.s. avevamo già parlato della difficile situazione di Zugliano nell'articolo "Zuglianopoli, speculazioni e denunce non si fermano". |